Autotrasportatore a giudizio per l’incidente sulla sp 299 che, nel dicembre 2012, costò la vita a una ragazza

Autotrasportatore a giudizio per l’incidente sulla sp 299 che, nel dicembre 2012, costò la vita a una ragazza
31 Gennaio 2015 ore 20:52

NOVARA – Alla prossima udienza, fissata al 5 febbraio, saranno ascoltati i consulenti tecnici, chiamati a ricostruire l’accaduto.
E’ approdato nelle aule del Tribunale di Novara l’incidente mortale che il 13 dicembre del 2012, lungo la strada provinciale 299 della Valsesia, ha visto la morte di Ilaria Pagin, studentessa di 23 anni, che abitava a Ghemme con la famiglia.
Il sinistro era successo tra i territori di Sizzano e Fara Novarese intorno alle 7. La giovane era uscita da poco da casa per recarsi in auto alla stazione di Novara, dove avrebbe dovuto prendere il treno per recarsi in università, al Politecnico di Milano, dove a Bovisa frequentava l’ultimo anno del corso di Design della Comunicazione.

NOVARA – Alla prossima udienza, fissata al 5 febbraio, saranno ascoltati i consulenti tecnici, chiamati a ricostruire l’accaduto.
E’ approdato nelle aule del Tribunale di Novara l’incidente mortale che il 13 dicembre del 2012, lungo la strada provinciale 299 della Valsesia, ha visto la morte di Ilaria Pagin, studentessa di 23 anni, che abitava a Ghemme con la famiglia.
Il sinistro era successo tra i territori di Sizzano e Fara Novarese intorno alle 7. La giovane era uscita da poco da casa per recarsi in auto alla stazione di Novara, dove avrebbe dovuto prendere il treno per recarsi in università, al Politecnico di Milano, dove a Bovisa frequentava l’ultimo anno del corso di Design della Comunicazione.
Improvvisamente, sulla strada, a quanto ricostruito dalla Polizia stradale di Borgomanero e dai carabinieri di Ghemme, si sarebbe trovata una transenna metallica. Pare proprio che per evitare questo ostacolo, la giovane sia finita con lo sbandare e finire contro un’autogru che giungeva dalla direzione opposta. La sua auto, una Punto, finì sotto la cabina rialzata del mezzo. Per la giovane, purtroppo, non c’era stato nulla da fare.
Per quell’incidente mortale è ora a processo per omicidio colposo Tommaso Portolesi, 38 anni, autotrasportatore del Vercellese, precisamente di Ghislarengo, difeso dagli avvocati Carla Zucco e Nicola Bruno. A lui erano giunte le indagini della Polizia stradale. Lo stesso 38enne si era presentato nel pomeriggio del 17 dicembre alla Stazione dei Carabinieri di Ghemme.
Stando alla Procura quell’ostacolo, quella transenna metallica, sarebbe caduto dal suo camion. I genitori della giovane si sono costituiti parte civile con l’avvocato Federica Gattoni.
Alla prima udienza è stato ascoltato il padre della giovane, che ha raccontato cosa avesse fatto quella mattina la 23enne. L’imputato ha, invece, spiegato di non essersi avveduto di nulla e che stava recandosi a Vicolungo. «Ho sentito un rumore solo all’altezza di Sizzano. Alla prima piazzola mi son fermato e son tornato indietro per capire cosa fosse successo, ma non ho visto né il sinistro né la trave caduta». Lavorando tutto il giorno fuori, aveva poi appreso della tragedia alla sera.
Le indagini della stradale erano partite da alcune testimonianze e avevano fatto leva su appelli ad automobilisti che potessero aver visto qualcosa e alle ditte edili della zona. Si giunse così al mezzo dell’azienda guidata dal 38enne.

mo.c.

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