Cronaca

Avevano compiuto 253 truffe ad anziani con il trucco del ‘Caro nipote’: a processo

Avevano compiuto 253 truffe ad anziani con il trucco del ‘Caro nipote’: a processo
Cronaca 23 Marzo 2016 ore 08:29

NOVARA – Ancora un nulla di fatto, martedì pomeriggio in Tribunale a Novara, per il processo che riguarda tre componenti del gruppo della banda di rom, che tre anni fa era stata sgominata con l’operazione “Caro Nipote”. Un’inchiesta coordinata dalla Procura di Novara, con il sostituto procuratore Ciro Caramore, e portata avanti dai Carabinieri di Genova.

Stando alle accuse il gruppo si sarebbe dedicato a truffe ai danni di anziani. I Carabinieri liguri ne avevano scoperte 253 tra Italia, Svizzera, Canada, Germania e Svezia. Base operativa, in Italia, era Novara, tra il campo di Agognate e l’abitazione posta all’angolo tra corso Trieste e strada Due Ponti. Al processo ordinario ci sono Jan Lakatosz, Maria Kierpacz e Jan Kopacz. Fondamentale, nel processo, sono le telefonate intercorse tra i telefonisti in Polonia e gli autori dei furti poi in Italia. Per questo negli scorsi mesi era stato affidato l’incarico a un perito per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche. E proprio questo è risultato di recente il problema maggiore. Nelle scorse udienze le intercettazioni non erano ancora state depositate. Martedì, invece, l’ausiliario del perito che si sarebbe dovuto occupare delle trascrizioni (in ‘lingua’ rom molto stretta) ha rinunciato all’incarico. Al giudice non è rimasto altro che aggiornare l’udienza al 25 ottobre per ascoltare i testi del pm, nella speranza che, per allora, si possa trovare qualcuno, che, con la stessa lingua madre dei rom, si occupi delle traduzioni.

mo.c.

 

NOVARA – Ancora un nulla di fatto, martedì pomeriggio in Tribunale a Novara, per il processo che riguarda tre componenti del gruppo della banda di rom, che tre anni fa era stata sgominata con l’operazione “Caro Nipote”. Un’inchiesta coordinata dalla Procura di Novara, con il sostituto procuratore Ciro Caramore, e portata avanti dai Carabinieri di Genova.

Stando alle accuse il gruppo si sarebbe dedicato a truffe ai danni di anziani. I Carabinieri liguri ne avevano scoperte 253 tra Italia, Svizzera, Canada, Germania e Svezia. Base operativa, in Italia, era Novara, tra il campo di Agognate e l’abitazione posta all’angolo tra corso Trieste e strada Due Ponti. Al processo ordinario ci sono Jan Lakatosz, Maria Kierpacz e Jan Kopacz. Fondamentale, nel processo, sono le telefonate intercorse tra i telefonisti in Polonia e gli autori dei furti poi in Italia. Per questo negli scorsi mesi era stato affidato l’incarico a un perito per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche. E proprio questo è risultato di recente il problema maggiore. Nelle scorse udienze le intercettazioni non erano ancora state depositate. Martedì, invece, l’ausiliario del perito che si sarebbe dovuto occupare delle trascrizioni (in ‘lingua’ rom molto stretta) ha rinunciato all’incarico. Al giudice non è rimasto altro che aggiornare l’udienza al 25 ottobre per ascoltare i testi del pm, nella speranza che, per allora, si possa trovare qualcuno, che, con la stessa lingua madre dei rom, si occupi delle traduzioni.

mo.c.

 

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