Cronaca

Banda di rumeni cercava di ‘gestire’ totalmente la prostituzione a Novara: a processo

Banda di rumeni cercava di ‘gestire’ totalmente la prostituzione a Novara: a processo
Cronaca 17 Ottobre 2015 ore 21:07

NOVARA – Sono finiti alla sbarra con l’accusa di violenza privata ai fini del favoreggiamento alla prostituzione.

I fatti risalgono al 2011, quando gli attuali imputati, giunti a processo venerdì 16 ottobre in Tribunale a Novara, avrebbero cercato di conquistare le ‘postazioni’ per lo svolgimento della prostituzione nel capoluogo. Il tutto con minacce neanche troppo velate. Il processo, come detto, è partito venerdì.

Cinque le persone alla sbarra, tutte di nazionalità rumena, Dorel Gheorghita, Marian Nichifor, Viorel Teodorascu, Nicu Condruz e Ciprian Nicusor Vlad. Tutti giovanissimi e tutti che si sono resi irreperibili, ragion per cui ora il processo va avanti solo per Gheorghita, difeso dall’avvocato Gaudenzio Fonio (venerdì in aula, pm Marco Grandolfo, c’era l’avvocato Gabriele Fortuna). I 4 irreperibili, infatti, come già successo in passato con altri casi, usufruiscono della legge sugli irreperibili. Una norma che chiede nuove ricerche e notifiche della data fissata per l’udienza.

Le minacce erano, stando all’accusa, particolarmente pesanti. Minacce anche di morte, qualora qualche prostituta non lasciasse loro la ‘postazione’. L’udienza è stata quindi aggiornata a gennaio.

mo.c.


NOVARA – Sono finiti alla sbarra con l’accusa di violenza privata ai fini del favoreggiamento alla prostituzione.

I fatti risalgono al 2011, quando gli attuali imputati, giunti a processo venerdì 16 ottobre in Tribunale a Novara, avrebbero cercato di conquistare le ‘postazioni’ per lo svolgimento della prostituzione nel capoluogo. Il tutto con minacce neanche troppo velate. Il processo, come detto, è partito venerdì.

Cinque le persone alla sbarra, tutte di nazionalità rumena, Dorel Gheorghita, Marian Nichifor, Viorel Teodorascu, Nicu Condruz e Ciprian Nicusor Vlad. Tutti giovanissimi e tutti che si sono resi irreperibili, ragion per cui ora il processo va avanti solo per Gheorghita, difeso dall’avvocato Gaudenzio Fonio (venerdì in aula, pm Marco Grandolfo, c’era l’avvocato Gabriele Fortuna). I 4 irreperibili, infatti, come già successo in passato con altri casi, usufruiscono della legge sugli irreperibili. Una norma che chiede nuove ricerche e notifiche della data fissata per l’udienza.

Le minacce erano, stando all’accusa, particolarmente pesanti. Minacce anche di morte, qualora qualche prostituta non lasciasse loro la ‘postazione’. L’udienza è stata quindi aggiornata a gennaio.

mo.c.