Quattro in manette

Bar, sale slot e super-car: così i ricettatori facevano la bella vita e si vantavano sui social

La Guardia di Finanza ha concluso l'operazione "Scacco al Re" sequestrando beni mobili e immobili per circa sei milioni di euro.

Bar, sale slot e super-car: così i ricettatori facevano la bella vita e si vantavano sui social
Cronaca 22 Febbraio 2021 ore 07:24

Bar, sale slot, auto di lusso: sequestro da sei milioni di euro ai danni di quattro ricettatori che riciclavano denaro sporco. Tutti soldi provenienti da attività illegali quali rapine, furti, estorsioni. Soldi che potevano essere in qualche modo ricondotti agli autori dei crimini. Questi quattro erano le… “lavatrici” della malavita: ripulivano il malloppo investendo il denaro “sporco” in attività lecite o beni extra-lusso.

Lo riportano i colleghi di primaTorino.it

Scacco al Re

La Guardia di finanza di Torino ha dato esecuzione all’operazione “Scacco al Re”, nei confronti di quattro soggetti dell’Est Europa, dediti al riciclaggio di denaro proveniente da reati, attraverso l’acquisto e la gestione di una catena di attività commerciali ed economiche, effettuando sequestri di beni per oltre 6 milioni di euro. In particolare, è stato disposto il sequestro di otto bar e una sala slot nella città di Torino oltre a tre super-car di lusso. Si tratta rispettivamente un’Audi R8, una Porsche e una Range Rover, tutte di recente acquisto per un valore complessivo (solo delle auto) di circa 270mila euro! Infine, alcune società e tanto denaro in contanti.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Cesare Parodi della Procura della Repubblica torinese, sono state condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, a seguito dell’analisi di alcune segnalazioni di operazioni sospette effettuate dagli intermediari finanziari, che indicavano importanti movimenti di denaro contante effettuati da soggetti apparentemente privi di redditi ma con elevato tenore di vita. Insomma: il classico disoccupato che gira in Porsche. Gli accertamenti investigativi hanno evidenziato che tali soggetti avevano manifestato un improvviso e ingiustificato sviluppo imprenditoriale, acquistando esercizi commerciali distribuiti nell’intera città di Torino, fino al punto da creare una vera e propria “catena” con insegna a marchio proprio.

Contabilità parallela

Gli indagati, secondo l’impianto accusatorio, avrebbero sottratto a tassazione sino all’80% degli incassi dei loro esercizi, fornendo precise istruzioni al personale dipendente affinché annotasse i ricavi effettivi in una contabilità parallela. In 3 anni sarebbero stati occultati al fisco oltre 2 milioni di euro di guadagni ed evase imposte per quasi 800.000 euro. In tal modo, tra l’altro, i soggetti colpiti dai sequestri potevano disporre di elevate somme in contanti, che venivano riciclate in nuove acquisizioni di attività economiche, senza peraltro tralasciare l’acquisto di auto sportive, viaggi in luoghi esotici e altri beni di lusso. L’elevato tenore di vita emergeva anche dai racconti sui “social”, ove venivano pubblicate foto che li ritraevano in prestigiose località turistiche e alla guida di esclusive fuoriserie. Nelle numerose perquisizioni effettuate durante l’indagine, i finanzieri hanno sequestrato mucchi di contanti anche in tagli da 200 e 500 euro, nascosti tra i vestiti, in barattoli e in scatole di cartone.

Le Fiamme Gialle

Sono stati ricostruiti, da un lato, i reati fiscali e di riciclaggio e, dall’altro, è stato dimostrato che i redditi dichiarati erano minimi e del tutto sproporzionati rispetto al patrimonio accumulato. L’operazione “Scacco al Re” testimonia tangibilmente l’azione che le Fiamme Gialle svolge quotidianamente nel contrasto ai reati a sfondo economico-finanziario, attraverso il monitoraggio dei flussi di denaro e lo sviluppo sistematico delle segnalazioni di operazioni sospette effettuate dagli intermediari. Si tenta così di individuare capitali di origine illegale, prevenendo e contrastando forme di riciclaggio che inquinano il tessuto economico sano, alterando la regolare concorrenza sul mercato attraverso l’immissione nel circuito legale di proventi di origine illecita.

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