Beni confiscati, ordine del giorno per dire no alla messa all’asta

Primi firmatari i consiglieri Andrea Appiano e Domenico Rossi. 

Beni confiscati, ordine del giorno per dire no alla messa all’asta
Novara, 16 Ottobre 2018 ore 12:09

Beni confiscati, ordine del giorno per dire no alla messa all’asta con primi firmatari i consiglieri Andrea Appiano e Domenico Rossi.

Beni confiscati, ordine del giorno per dire no alla messa all’asta

I consiglieri regionali Andrea Appiano e Domenico Rossi che hanno presentato, come primi firmatari, nella mattinata di oggi un Ordine del Giorno per dire no alla messa all’asta dei beni confiscati alla criminalità organizzata. “L’alienazione dei beni confiscati a soggetti privati deve essere una possibilità prevista solo in casi eccezionali” affermano i consiglieri. L’ordine del giorno chiede una presa di posizione di Regione Piemonte rispetto alle indicazioni del contenute nel Decreto Sicurezza licenziato lo scorso 24 settembre dal Governo.

Il caso del Castello di Miasino

“La messa all’asta dei beni se non riassegnati solleva forti perplessità” spiega il vice-presidente della commissione legalità Domenico Rossi. “Proprio la criminalità organizzata potrebbe rientrare in possesso direttamente o indirettamente degli immobili secondo dinamiche più volte riscontrate dalle procure. E’ accaduto anche nel caso del Castello di Miasino (nella foto) in cui, di fatto, la struttura veniva gestita dalla famiglia del boss a cui il bene era stato sottratto”.

“Investire su situazioni dall’alto valore pedagogico, culturale e sociale”

Il rischio che vengano aggirati i dispositivi previsti per garantire una vendita controllata sono concreti. “L’impegno delle istituzioni non dovrebbe essere quello di fare cassa sui beni confiscati – precisa Rossi – bensì quello di investire su situazioni dall’alto valore pedagogico, culturale e sociale. I beni vanno restituiti alla società come simbolo del riscatto civile delle nostre comunità, a maggior ragione se vengono utilizzati per generare “economia pulita” sui territori, lavoro per i più giovani o per fornire sostegno agli ultimi e ai più fragili”.

“La cultura di comunità indispensabile per sconfiggere le mafie”

“Le tante positive esperienze di questi decenni – prosegue Andrea Appiano – hanno definitivamente insegnato che la lotta alla criminalità organizzata è efficace solo se la repressione è accompagnata dall’impegno sociale. È qui, infatti, che germoglia la cultura di comunità indispensabile per sconfiggere le mafie. Ritenere, come fa il Governo, che quei beni, qualora non trovino una destinazione sociale entro un anno, possano essere rimessi sul mercato, comporta il serio pericolo di destrutturare i percorsi di legalità compiuti in questi anni e di fornire un vantaggio indiretto alle organizzazioni criminali”.

v.s.

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