Cronaca

Beni per 7milioni di euro sequestrati alla famiglia Di Giovanni

Beni per 7milioni di euro sequestrati alla famiglia Di Giovanni
Cronaca 16 Dicembre 2015 ore 15:33

NOVARA – Ville, appartamenti di lusso (un paio anche a Venezia), cascine, vetture di grossa cilindrata (tra cui una Ferrari e una Porsche), 150 mezzi, dieci società. Il tutto per un valore complessivo di sette milioni di euro.

Sono i beni che sono stati sequestrati nella giornata di oggi, mercoledì 16 dicembre, in tutto il Nord Italia alla famiglia Di Giovanni di Novara, gruppo che gli inquirenti, come ha spiegato il Questore Gaetano Todaro, ritengono essere particolarmente contiguo a realtà con uno stampo criminale di notevole spessore. Alcuni di loro sono stati proprio coinvolti in questi giorni, in Tribunale, in un’udienza preliminare, per fatti di estorsione e di usura.

Si tratta di una misura di prevenzione patrimoniale, adottata per evitare che questi beni, ricollegabili ai Di Giovanni o ad altri parenti e conoscenti, possano essere utilizzati per attività di tipo illecito. L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Novara (in conferenza stampa la dirigente Sabrina Galli), al termine di lunghi e articolati accertamenti. Molti i territori e le polizie coinvolti. Sequestri sono avvenuti infatti nelle province di Alessandria, Biella, Crotone, Vercelli, Verona, Cuneo, Lecco, Massa, Venezia, Varese, Milano, Pavia, Roma, Palermo. Oltre che, ovviamente, nel Novarese. Sequestrata anche la Borgo Service srl di Sizzano, il cui titolare è Giuseppe ‘Pino’ Di Giovanni. L’attività, come ha spiegato il Questore, “continuerà a essere aperta, anche per non influire sui lavoratori impiegati all’interno, ma la famiglia non potrà né alienarla né, tantomeno, raccoglierne i frutti. Non potrà, quindi, utilizzare il denaro che ne sarà ricavato”. La misura è stata proprio voluta e proposta dal Questore e approvata dallo stesso Tribunale, che ha anche nominato una serie di commissari per gestire i beni sequestrati. In pratica locali (in particolare bar e pizzerie) e società continueranno a lavorare sotto la direzione dei commissari.

 

mo.c.

 

Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola giovedì 17 dicembre


NOVARA – Ville, appartamenti di lusso (un paio anche a Venezia), cascine, vetture di grossa cilindrata (tra cui una Ferrari e una Porsche), 150 mezzi, dieci società. Il tutto per un valore complessivo di sette milioni di euro.

Sono i beni che sono stati sequestrati nella giornata di oggi, mercoledì 16 dicembre, in tutto il Nord Italia alla famiglia Di Giovanni di Novara, gruppo che gli inquirenti, come ha spiegato il Questore Gaetano Todaro, ritengono essere particolarmente contiguo a realtà con uno stampo criminale di notevole spessore. Alcuni di loro sono stati proprio coinvolti in questi giorni, in Tribunale, in un’udienza preliminare, per fatti di estorsione e di usura.

Si tratta di una misura di prevenzione patrimoniale, adottata per evitare che questi beni, ricollegabili ai Di Giovanni o ad altri parenti e conoscenti, possano essere utilizzati per attività di tipo illecito. L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Novara (in conferenza stampa la dirigente Sabrina Galli), al termine di lunghi e articolati accertamenti. Molti i territori e le polizie coinvolti. Sequestri sono avvenuti infatti nelle province di Alessandria, Biella, Crotone, Vercelli, Verona, Cuneo, Lecco, Massa, Venezia, Varese, Milano, Pavia, Roma, Palermo. Oltre che, ovviamente, nel Novarese. Sequestrata anche la Borgo Service srl di Sizzano, il cui titolare è Giuseppe ‘Pino’ Di Giovanni. L’attività, come ha spiegato il Questore, “continuerà a essere aperta, anche per non influire sui lavoratori impiegati all’interno, ma la famiglia non potrà né alienarla né, tantomeno, raccoglierne i frutti. Non potrà, quindi, utilizzare il denaro che ne sarà ricavato”. La misura è stata proprio voluta e proposta dal Questore e approvata dallo stesso Tribunale, che ha anche nominato una serie di commissari per gestire i beni sequestrati. In pratica locali (in particolare bar e pizzerie) e società continueranno a lavorare sotto la direzione dei commissari.

 

mo.c.

 

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