Cronaca

Bimba morì in piscina: chiesto un anno per il bagnino

Bimba morì in piscina: chiesto un anno per il bagnino
Cronaca 23 Marzo 2016 ore 21:14

NOVARA - Udienza dedicata all’intervento del pm, in Tribunale a Novara, al processo in abbreviato per Lorenzo Testa, bagnino novarese di 21 anni, accusato di omicidio colposo per la morte di una bimba di 11 anni, il 27 agosto 2012, alla piscina comunale Acquapark di Trecate. Per lui il pm ha chiesto una condanna a un anno, il giudice ha rinviato al 15 giugno, quando interverranno la parte civile e il difensore del giovane, l’avvocato Claudio Bossi, oggi sostituito dalla collega Alessandra Castorio. Quel giorno, poco prima delle 12, una bimba marocchina si era tuffata in acqua, salvo poi non riemergere. Una vicenda che, negli scorsi mesi, ha visto la Procura chiedere il rinvio a giudizio per Testa e per Roberto Travaglino, 50 anni, gestore della piscina. Per lui, che sta seguendo il processo ordinario, prossima udienza il 6 ottobre. La Procura, sostanzialmente, contesta a Testa di non essere intervenuto con celerità. Non è così per il difensore, che, sin dall’inizio, sostiene come il suo assistito si fosse subito prodigato per salvare la piccola. Tesi che avvalorerà alla prossima udienza.

mo.c.


NOVARA - Udienza dedicata all’intervento del pm, in Tribunale a Novara, al processo in abbreviato per Lorenzo Testa, bagnino novarese di 21 anni, accusato di omicidio colposo per la morte di una bimba di 11 anni, il 27 agosto 2012, alla piscina comunale Acquapark di Trecate. Per lui il pm ha chiesto una condanna a un anno, il giudice ha rinviato al 15 giugno, quando interverranno la parte civile e il difensore del giovane, l’avvocato Claudio Bossi, oggi sostituito dalla collega Alessandra Castorio. Quel giorno, poco prima delle 12, una bimba marocchina si era tuffata in acqua, salvo poi non riemergere. Una vicenda che, negli scorsi mesi, ha visto la Procura chiedere il rinvio a giudizio per Testa e per Roberto Travaglino, 50 anni, gestore della piscina. Per lui, che sta seguendo il processo ordinario, prossima udienza il 6 ottobre. La Procura, sostanzialmente, contesta a Testa di non essere intervenuto con celerità. Non è così per il difensore, che, sin dall’inizio, sostiene come il suo assistito si fosse subito prodigato per salvare la piccola. Tesi che avvalorerà alla prossima udienza.

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