Feste e tradizioni

Borgomanero: il Covid-19 annulla anche la Festa dell’uva

Impossibile l'organizzazione della manifestazione.

Borgomanero: il Covid-19 annulla anche la Festa dell’uva
Borgomanero, 24 Giugno 2020 ore 09:01

La Festa dell’uva di Borgomanero quest’anno non si farà per l’emergenza sanitaria.

Emergenza sanitaria: salta la Festa dell’uva di Borgomanero

La notizia non è di quelle che arrivano come un fulmine a ciel sereno, e anzi, vista la situazione dalla quale si sta difficilmente cercando di uscire era scontata, ma fa sempre un certo effetto, soprattutto considerando cosa la sagra settembrina ha sempre significato per la città di Borgomanero. La conferma è arrivata in questi giorni, per bocca dell’assessore alla cultura del centro agognino Francesco Valsesia: la Festa dell’uva, quest’anno, non si farà.  «Non ci sarà neanche nessun evento – spiega l’assessore – che risponderà a questo nome. Stiamo vedendo se fare un “Settembre borgomanerese”, ma certamente non sarà possibile organizzare la sfilata dei Carri, così come vale per il Palio degli asini e la tapulonata sui corsi». I tre eventi citati dall’assessore sono i tre punti cardinali sui quali da sempre si fonda l’organizzazione della sagra vendemmiale, che è sempre costellata da altre iniziative in un calendario di una decina di giorni.

Dal dopoguerra è il secondo stop della kermesse

Per la seconda volta da quando esiste (ossia dal 1936) la kermesse non avrà luogo. Il primo stop che la sagra aveva subito (escludendo il periodo di guerra, dopo il quale la sagra riprese nel 1952) era stato nel 2013, quando per il famoso «Patto di stabilità» la situazione economica dei Comuni era molto critica, con conseguenti aumenti delle tasse comunali e la mancanza di fondi per l’organizzazione degli eventi. «Come stiamo facendo anche per gli eventi dell’estate – spiega l’assessore Valsesia – ci sarà comunque qualcosa, ma sicuramente la Festa dell’uva non si svolgerà, anche per una questione di risorse economiche che sono da destinare ad altre situazioni».

La tradizione e la genesi della Festa dell’uva

L’importanza della Festa dell’uva emerge già dagli scritti dell’avvocato Gianni Colombo, che fu il podestà della città nel periodo fascista cui si deve la nascita della sagra settembrina, su invito dell’allora ministero dell’agricoltura. Alcuni anni dopo la nascita della Repubblica in città si riprese la tradizione, tornando a celebrare le origini contadine (soprattutto legate alla produzione del vino) dell’area. «Quale accreditato suo fondatore – scriveva della Festa dell’uva l’avvocato Colombo, cui si deve anche la nascita della figura della Sciora Togna e della Carulena, oltre che una forte produzione poetica in vernacolo – e a sanare inesatte cronologie quali a quando mi capita di notare amo chiarire che la Festa era stata suggerita nel 1930 dal Ministero dell’Agricoltur; e d’intesa col Ministero degli Interni i Prefetti erano stati invitati a segnalare il suggerimento ai Dopolavori provinciali per le eventuali celebrazioni». «Manifestazione che ben lentamente però prese piede: ancora nel 1936, anno di inizio della nostra», «veniva svolta in termini modesti». «E’ arcinoto che la nostra 1ª Festa ebbe fortuna: quale Podestà costituii e presiedetti un numeroso Comitato, scegliendo gli elementi più fattivi senza alcuna distinzione» «allargando l’invito ai vari enti agricoli, commerciali ed industriali e chiedendone l’appoggio e uguale opera svolsi nei comuni della plaga, più del nostro ricchi di validi vigneti, presso i singoli Dopolavori Comunali e i singoli Podestà. La riuscita non poteva mancare e non mancò».

Il commento della Sciora Togna

«La Sciora Togna arriverà comunque», è piena di speranza e rassicurazione la voce di Tiziano Godio, da molti anni l’anima della Sciora Togna, la maschera cittadina che nella Festa dell’Uva diventa la regina della città, inaugurando la kermesse con il suo arrivo assieme alla Carulena, la sua fida servente. Alla notizia dell’annullamento dell’iniziativa, il suo commento è di speranza: «Spero che almeno un passaggio di saluti in città lo si possa fare, diventa anche un modo per ringraziare tutti quelli che in questa emergenza si sono dati molto da fare. Ho visto che il Comune ha comunque sistemato le strade, e nel discorso che la Sciora Togna farà non potranno mancare 4 parole per ricordare chi in questa emergenza si è sbattuto tanto, oltre che per fare un elogio ai borgomaneresi, sia residenti che commercianti, che sono stati bravi, o gli amici di Bad Mergentheim, che ci hanno aiutato in un momento difficile». Di solito nel suo discorso inaugurale la Sciora Togna, rigorosamente in «burbanellu», il vernacolo agognino, non risparmia stoccate e pizzichi al mondo della politica locale e nazionale, commentando anno dopo anno le questioni di attualità: «Di cose – spiega Godio – ce ne sarebbero da dire anche quest’anno, ma di fronte a tante disgrazie è inutile. Ricorderemo anche agli abitanti dei paesi vicini a Borgomanero che noi ci siamo, che il nostro mercato è ripartito e che esistiamo».

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