Bosco distrutto per rubare la legna

Bosco distrutto per rubare la legna
Cronaca 07 Marzo 2015 ore 14:11

Un bosco sulle colline del Vergante completamente distrutto e due persone arrestate. Si tratta di un quarantenne residente nel Vco e di un 28enne del Novarese, che ora si trovano agli arresti domiciliari e sui quali pende l’accusa di furto aggravato, danneggiamento e distruzione di bellezze ambientali a danno di circa tre ettari di bosco, per un quantitativo di circa 1.400 quintali di legna. I due sono stati scoperti in flagranza di reato grazie ad un’attenta attività di indagine condotta dal nuovo comandante del Comando Stazione Forestale di Nebbiuno Annalisa Bagnati, in servizio nel Vergante solo dal 1° febbraio. Nella giornata di venerdì 20 febbraio, a seguito anche di una segnalazione, i sue sono stati “beccati” a Paruzzaro, in località Borgo Agnello: il quarantenne, già noto alle forze di Polizia per reati simili, avrebbe iniziato fin dallo scorso mese di ottobre a tagliare le piante, rubandole ai legittimi proprietari e rivendendo la legna a persone del tutto ignare della sua provenienza illegale.

Un danno, come si vede nelle foto pubblicate in questa pagina, davvero ingente. E dal Corpo Forestale viene lanciato un appello: «I proprietari dei boschi che sono stati razziati dal taglio e dal furto, sono pregati di mettersi in contatto con il personale del Comando Stazione Forestale di Nebbiuno all’utenza 0322-280158 o tramite il numero della Centrale Operativa CFS 1515, o ancora tramite mail all’indirizzo: cs.nebbiuno@corpoforestale.it. Il personale avrà cura di consigliare il giusto procedimento per la richiesta di danni».

L’attività di indagine che ha portato all’arresto dei due “ladri di legna” si inserisce nella specificità operativa del Corpo Forestale dello Stato per il contrasto degli illeciti ambientali.

Laura Cavalli

Un bosco sulle colline del Vergante completamente distrutto e due persone arrestate. Si tratta di un quarantenne residente nel Vco e di un 28enne del Novarese, che ora si trovano agli arresti domiciliari e sui quali pende l’accusa di furto aggravato, danneggiamento e distruzione di bellezze ambientali a danno di circa tre ettari di bosco, per un quantitativo di circa 1.400 quintali di legna. I due sono stati scoperti in flagranza di reato grazie ad un’attenta attività di indagine condotta dal nuovo comandante del Comando Stazione Forestale di Nebbiuno Annalisa Bagnati, in servizio nel Vergante solo dal 1° febbraio. Nella giornata di venerdì 20 febbraio, a seguito anche di una segnalazione, i sue sono stati “beccati” a Paruzzaro, in località Borgo Agnello: il quarantenne, già noto alle forze di Polizia per reati simili, avrebbe iniziato fin dallo scorso mese di ottobre a tagliare le piante, rubandole ai legittimi proprietari e rivendendo la legna a persone del tutto ignare della sua provenienza illegale.

Un danno, come si vede nelle foto pubblicate in questa pagina, davvero ingente. E dal Corpo Forestale viene lanciato un appello: «I proprietari dei boschi che sono stati razziati dal taglio e dal furto, sono pregati di mettersi in contatto con il personale del Comando Stazione Forestale di Nebbiuno all’utenza 0322-280158 o tramite il numero della Centrale Operativa CFS 1515, o ancora tramite mail all’indirizzo: cs.nebbiuno@corpoforestale.it. Il personale avrà cura di consigliare il giusto procedimento per la richiesta di danni».

L’attività di indagine che ha portato all’arresto dei due “ladri di legna” si inserisce nella specificità operativa del Corpo Forestale dello Stato per il contrasto degli illeciti ambientali.

Laura Cavalli