Cronaca

Braccio di ferro tra perizie opposte al processo per violenza sessuale a carico di un ginecologo

Braccio di ferro tra perizie opposte al processo per violenza sessuale a carico di un ginecologo
Cronaca 23 Dicembre 2015 ore 08:41

NOVARA – Udienza interamente dedicata agli interventi dei consulenti tecnici, martedì mattina in Tribunale a Novara, al processo a carico del dottor Carlo Gambaro, 62 anni, ginecologo novarese alla sbarra con l’accusa di violenza sessuale ai danni di alcune pazienti. E’ assistito dall’avvocato Mario Tuccillo.

Sono intervenuti ginecologi, psicoterapeuti e sessuologi che si sono confrontati a suon di tesi opposte. Al centro del dibattimento una vicenda risalente all’agosto del 2013 e venuta poi alla luce, con una conferenza stampa della Polizia, negli ultimi giorni di quell’anno. Tutto aveva preso il via dalla denuncia di una 19enne albanese, che aveva riferito in Questura di una visita ginecologica un po’ particolare, nella quale aveva vissuto molto disagio, per alcuni ‘toccamenti’ reputati non idonei da parte del medico che l’aveva visitata. Dopo una serie di domande personali, l’aveva toccata, invitandola, a quanto risulta dalla denuncia, ad avvisarlo quando avrebbe raggiunto l’orgasmo.

NOVARA – Udienza interamente dedicata agli interventi dei consulenti tecnici, martedì mattina in Tribunale a Novara, al processo a carico del dottor Carlo Gambaro, 62 anni, ginecologo novarese alla sbarra con l’accusa di violenza sessuale ai danni di alcune pazienti. E’ assistito dall’avvocato Mario Tuccillo.

Sono intervenuti ginecologi, psicoterapeuti e sessuologi che si sono confrontati a suon di tesi opposte. Al centro del dibattimento una vicenda risalente all’agosto del 2013 e venuta poi alla luce, con una conferenza stampa della Polizia, negli ultimi giorni di quell’anno. Tutto aveva preso il via dalla denuncia di una 19enne albanese, che aveva riferito in Questura di una visita ginecologica un po’ particolare, nella quale aveva vissuto molto disagio, per alcuni ‘toccamenti’ reputati non idonei da parte del medico che l’aveva visitata. Dopo una serie di domande personali, l’aveva toccata, invitandola, a quanto risulta dalla denuncia, ad avvisarlo quando avrebbe raggiunto l’orgasmo.

Gli esperti si sono confrontati su questi modi di visita, che, sin dall’inizio della vicenda, il ginecologo ha riferito essere una normale prassi. La consulente di parte civile (tre le ragazze che si sono costituite parte civile al processo), ha sostenuto come un’irregolarità del ciclo mestruale (uno dei motivi per cui una delle vittime si era recata dal ginecologo) non arreca problemi a livello sessuale e, quindi, domande personali e palpamenti non dovrebbero costituire una prassi. Opposta la tesi dei consulenti della difesa, tra cui il vicepresidente della Federazione sessuologi italiani.  “I palpamenti – ha riferito il secondo, dopo il quale l’udienza è stata aggiornata al 3 maggio – dovrebbero essere un normale modo di visita, una normale prassi. Se ne parla anche in convegni internazionali. In particolare se una paziente riferisce una precisa anamnesi, in particolare di natura sessuale». Tesi contestate dal pm Olimpia Bossi, che ha sostenuto come le donne che hanno denunciato il ginecologo non avevano problemi di natura sessuale, bensì si erano recate dal medico per fare un’ecografia. Per l’accusa una visita cos’ ampliata ad altro e senza consenso, non è corretta. 

mo.c.

 

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