Caso cellulari, il legale del titolare: "Da adesso silenzio totale". Pazienza

Caso cellulari, il legale del titolare: "Da adesso silenzio totale". Pazienza
Cronaca 20 Giugno 2015 ore 07:28

NOVARA - Da quando è scoppiato il caso cellulari - ovvero clienti da tutta Italia dello Zion Smart Shop che avevano ordinato e pagato on line prodotti ma che non se li erano visti recapitare nei tempi concordati, con conseguenti reclami e richieste di rimborsi - abbiamo dato conto di quanto via via stava avvenendo (su tutti i fronti), attenendoci scrupolosamente ai fatti, e sempre interpellando, per spiegazioni e repliche, il titolare del negozio, Davinio Zanetti, e poi il suo legale, l’avvocato Agostino Scialla, quando il primo a un certo punto è “sparito”.

All’inizio di questa settimana, a fronte di altre numerose segnalazioni di clienti in attesa dei rimborsi (e avendo appreso di una possibile “class action” a livello penale contro Zanetti), avevamo nuovamente interpellato (via mail) il legale per fare il punto sui rimborsi. Alla lapidaria risposta scritta «Il signor Zanetti oggi non dispone di alcunché per cui ovviamente non potrà far fronte ad alcuna richiesta risarcitorie a causa della sua insolvenza», avevamo fatto un salto sulla sedia, come lo avrebbero fatto, leggendo tale secca risposta, molti clienti fiduciosi di recuperare il denaro sborsato. Al che avevamo, per scrupolo e coscienza, chiesto all’avvocato Scialla (nell’interesse suo e del suo assistito) se le cose stessero proprio così, se fosse proprio sicuro che… A quel punto il legale si era (opportunamente) meglio spiegato: certo, cassa vuota, ma il tutto va interpretato «non in termini assoluti e definitivi perché il mio assistito - precisava il legale - sta impegnando tutto il suo tempo a ricercare fondi per affrontare le situazioni inerenti l'inadempimento degli ordini inevasi». Appunto opportuna precisazione. E noi abbiamo dato doverosamente conto di tutto quanto sul numero del “Corriere di Novara” di giovedì scorso. Dopo l’uscita su carta e on line del nostro articolo, si è fatto vivo (sempre via mail), a sorpresa, l’avvocato Scialla, dicendo secca(ta)mente e sostanzialmente che non avrebbe più parlato. 

Di seguito il suo scritto.

 

Il LEGALE: 

«DA OGGI BLACK OUT»

 

“Egregio dottore, la informo che da oggi non fornirò alcun dettaglio relativamente al mio assistito, a me ed all'inchiesta in corso.

Fortunatamente per il sottoscritto non ho mai avuto bisogno dell'appoggio (?) della stampa per i miei processi. Io i processi li ho fatti nelle aule dei tribunali mai sui giornali. 

So bene che il popolo ha bisogno oggi di trovare stimoli nuovi che altri argomenti non danno più (politica, economia e perché no cultura). Poiché ella ha apertamente preso una parte e poiché lei invece DEVE (giustamente?) far vendere copie al suo giornale ritengo opportuno cessare al momento ogni tipo di rapporto. Grazie e buona giornata”.

 

“REI”… DI COSA?

 

Non abbiamo ben capito se siamo “rei” di aver raccontato il caso, o (paradossalmente) “rei” di aver dato la parola anche all’avvocato stesso e al suo assistito. 

Di certo continueremo con scrupolo e coscienza a seguire l’evolversi (indagini della magistratura, Garante del mercato e della concorrenza, associazioni di consumatori, trattative fra le parti etc) della vicenda perché qui - forse qualcuno non l’ha ben capito - c’è gente che ha aperto il portafoglio e acquistato un prodotto, senza riceverlo e senza essere rimborsato. E la cosa non va bene. 

Se i chiamati in causa non vogliono più parlare, pazienza. 

Le nostre porte restano comunque sempre aperte.

Paolo Viviani 

NOVARA - Da quando è scoppiato il caso cellulari - ovvero clienti da tutta Italia dello Zion Smart Shop che avevano ordinato e pagato on line prodotti ma che non se li erano visti recapitare nei tempi concordati, con conseguenti reclami e richieste di rimborsi - abbiamo dato conto di quanto via via stava avvenendo (su tutti i fronti), attenendoci scrupolosamente ai fatti, e sempre interpellando, per spiegazioni e repliche, il titolare del negozio, Davinio Zanetti, e poi il suo legale, l’avvocato Agostino Scialla, quando il primo a un certo punto è “sparito”.

All’inizio di questa settimana, a fronte di altre numerose segnalazioni di clienti in attesa dei rimborsi (e avendo appreso di una possibile “class action” a livello penale contro Zanetti), avevamo nuovamente interpellato (via mail) il legale per fare il punto sui rimborsi. Alla lapidaria risposta scritta «Il signor Zanetti oggi non dispone di alcunché per cui ovviamente non potrà far fronte ad alcuna richiesta risarcitorie a causa della sua insolvenza», avevamo fatto un salto sulla sedia, come lo avrebbero fatto, leggendo tale secca risposta, molti clienti fiduciosi di recuperare il denaro sborsato. Al che avevamo, per scrupolo e coscienza, chiesto all’avvocato Scialla (nell’interesse suo e del suo assistito) se le cose stessero proprio così, se fosse proprio sicuro che… A quel punto il legale si era (opportunamente) meglio spiegato: certo, cassa vuota, ma il tutto va interpretato «non in termini assoluti e definitivi perché il mio assistito - precisava il legale - sta impegnando tutto il suo tempo a ricercare fondi per affrontare le situazioni inerenti l'inadempimento degli ordini inevasi». Appunto opportuna precisazione. E noi abbiamo dato doverosamente conto di tutto quanto sul numero del “Corriere di Novara” di giovedì scorso. Dopo l’uscita su carta e on line del nostro articolo, si è fatto vivo (sempre via mail), a sorpresa, l’avvocato Scialla, dicendo secca(ta)mente e sostanzialmente che non avrebbe più parlato. 

Di seguito il suo scritto.

 

Il LEGALE: 

«DA OGGI BLACK OUT»

 

“Egregio dottore, la informo che da oggi non fornirò alcun dettaglio relativamente al mio assistito, a me ed all'inchiesta in corso.

Fortunatamente per il sottoscritto non ho mai avuto bisogno dell'appoggio (?) della stampa per i miei processi. Io i processi li ho fatti nelle aule dei tribunali mai sui giornali. 

So bene che il popolo ha bisogno oggi di trovare stimoli nuovi che altri argomenti non danno più (politica, economia e perché no cultura). Poiché ella ha apertamente preso una parte e poiché lei invece DEVE (giustamente?) far vendere copie al suo giornale ritengo opportuno cessare al momento ogni tipo di rapporto. Grazie e buona giornata”.

 

“REI”… DI COSA?

 

Non abbiamo ben capito se siamo “rei” di aver raccontato il caso, o (paradossalmente) “rei” di aver dato la parola anche all’avvocato stesso e al suo assistito. 

Di certo continueremo con scrupolo e coscienza a seguire l’evolversi (indagini della magistratura, Garante del mercato e della concorrenza, associazioni di consumatori, trattative fra le parti etc) della vicenda perché qui - forse qualcuno non l’ha ben capito - c’è gente che ha aperto il portafoglio e acquistato un prodotto, senza riceverlo e senza essere rimborsato. E la cosa non va bene. 

Se i chiamati in causa non vogliono più parlare, pazienza. 

Le nostre porte restano comunque sempre aperte.

Paolo Viviani