Cronaca

Caso Giordano, ascoltati un ex consigliere comunale e un vigile

Caso Giordano, ascoltati un ex consigliere comunale e un vigile
Cronaca 01 Febbraio 2017 ore 10:59

NOVARA, Un consigliere comunale d’opposizione dell’epoca dei fatti, un altro agente della Polizia locale (molti altri sono stati ascoltati nelle precedenti udienze) e altro personale tecnico. Sono alcuni dei testi ascoltati martedì all’ultima udienza del processo relativo al “Caso Giordano”, la maxi inchiesta che ha come principale imputato l’ex sindaco di Novara ed ex assessore regionale alle Attività produttive, Massimo Giordano. Con lui a processo ci sono altre 16 persone tra imprenditori, dirigenti comunali e politici. Un’udienza in cui si è parlato anche dei canoni di locazione concessi al bar Coccia dall’allora Amministrazione comunale, canoni che, per l’accusa (pm Nicola Serianni), sarebbero stati particolarmente di favore. Una parte, questa, che l’ex sindaco ha commentato al termine dell’udienza. «Il canone di mercato era 5 e noi facevamo pagare a Berti un affitto pari a 7. Anzi chi c’è adesso paga un affitto che è la metà di quello che chiedevamo noi allora». Un commissario della Polizia municipale ha escluso che ci fosse un occhio di riguardo al bar. "Nessuno mai ci ha detto di non fare verifiche. Anzi andavamo sovente. Se qualche volta è capitato che non andassimo a verificare è stato per una mancanza di pattuglie". A una precisa domanda di un avvocato, ha aggiunto: "No, il comandante Cortese, né altri, mi hanno mai chiesto di non fare controlli". Prossima udienza il 15 febbraio.

mo.c.

Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola giovedì 2 febbraio


NOVARA, Un consigliere comunale d’opposizione dell’epoca dei fatti, un altro agente della Polizia locale (molti altri sono stati ascoltati nelle precedenti udienze) e altro personale tecnico. Sono alcuni dei testi ascoltati martedì all’ultima udienza del processo relativo al “Caso Giordano”, la maxi inchiesta che ha come principale imputato l’ex sindaco di Novara ed ex assessore regionale alle Attività produttive, Massimo Giordano. Con lui a processo ci sono altre 16 persone tra imprenditori, dirigenti comunali e politici. Un’udienza in cui si è parlato anche dei canoni di locazione concessi al bar Coccia dall’allora Amministrazione comunale, canoni che, per l’accusa (pm Nicola Serianni), sarebbero stati particolarmente di favore. Una parte, questa, che l’ex sindaco ha commentato al termine dell’udienza. «Il canone di mercato era 5 e noi facevamo pagare a Berti un affitto pari a 7. Anzi chi c’è adesso paga un affitto che è la metà di quello che chiedevamo noi allora». Un commissario della Polizia municipale ha escluso che ci fosse un occhio di riguardo al bar. "Nessuno mai ci ha detto di non fare verifiche. Anzi andavamo sovente. Se qualche volta è capitato che non andassimo a verificare è stato per una mancanza di pattuglie". A una precisa domanda di un avvocato, ha aggiunto: "No, il comandante Cortese, né altri, mi hanno mai chiesto di non fare controlli". Prossima udienza il 15 febbraio.

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