Cronaca

Caso Nibbiola, il pm ribadisce la necessità del dibattimento

Caso Nibbiola, il pm ribadisce la necessità del dibattimento
Cronaca 21 Luglio 2016 ore 04:03

Al via ieri in Tribunale l’udienza preliminare per il cosiddetto caso-Nibbiola, ovvero la presunta “gestione personale” del piccolo Comune, nell’ arco di tempo compreso fra il 2007 e il 2012, da parte dell’allora, come oggi, sindaco Giuseppe Rubini, imputato con i 3 ex assessori Alessandro Do, Nicola Sacco e Serena Viviani, la funzionaria Patrizia Borracchia, l’ex tecnico comunale Stefano Ubezio e l’ex segretario Gabrio Mambrini, oltre all’imprenditore Giovanni Saracco. L’udienza è stata incentrata sul breve intervento del pm, che ha ribadito la necessità di andare al dibattimento. Una indagine scaturita da segnalazioni degli allora assessori Alberto Biloni, Battista Panigara, Angela Ferrari e Silvana Barbero. Che, sostanzialmente, scoprirono di aver partecipato a Giunte comunali… a loro insaputa. Tutto ruota intorno a ipotesi, a vario titolo, di falso materiale e ideologico, turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e peculato. Una indagine lungo due filoni: decisioni prese dal sindaco (supportato dal segretario) a nome della Giunta senza che questa, almeno stando all’accusa, nemmeno si riunisse; decisioni, sempre più o meno “personali” del sindaco, in concorso via via con altri soggetti, che avrebbero sostanzialmente favorito o avvantaggiato qualcuno, o comunque in violazione delle normative vigenti. Le difese - che fin da subito avevano escluso riti alternativi - prenderanno la parola alla prossima udienza, fissata al 20 settembre. Il gup è chiamato a decidere se mandare a processo gli imputati, o archiviare la loro posizione. 

p.v.

leggi l’articolo integrale sul Corriere di Novara di giovedì 21 luglio

Al via ieri in Tribunale l’udienza preliminare per il cosiddetto caso-Nibbiola, ovvero la presunta “gestione personale” del piccolo Comune, nell’ arco di tempo compreso fra il 2007 e il 2012, da parte dell’allora, come oggi, sindaco Giuseppe Rubini, imputato con i 3 ex assessori Alessandro Do, Nicola Sacco e Serena Viviani, la funzionaria Patrizia Borracchia, l’ex tecnico comunale Stefano Ubezio e l’ex segretario Gabrio Mambrini, oltre all’imprenditore Giovanni Saracco. L’udienza è stata incentrata sul breve intervento del pm, che ha ribadito la necessità di andare al dibattimento. Una indagine scaturita da segnalazioni degli allora assessori Alberto Biloni, Battista Panigara, Angela Ferrari e Silvana Barbero. Che, sostanzialmente, scoprirono di aver partecipato a Giunte comunali… a loro insaputa. Tutto ruota intorno a ipotesi, a vario titolo, di falso materiale e ideologico, turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e peculato. Una indagine lungo due filoni: decisioni prese dal sindaco (supportato dal segretario) a nome della Giunta senza che questa, almeno stando all’accusa, nemmeno si riunisse; decisioni, sempre più o meno “personali” del sindaco, in concorso via via con altri soggetti, che avrebbero sostanzialmente favorito o avvantaggiato qualcuno, o comunque in violazione delle normative vigenti. Le difese - che fin da subito avevano escluso riti alternativi - prenderanno la parola alla prossima udienza, fissata al 20 settembre. Il gup è chiamato a decidere se mandare a processo gli imputati, o archiviare la loro posizione. 

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