‘Caso’ Staffieri: la Cassazione annulla la pena, che andrà rideterminata in Appello

‘Caso’ Staffieri: la Cassazione annulla la pena, che andrà rideterminata in Appello
14 Febbraio 2015 ore 12:04

NOVARA – Si torna in secondo grado per il processo a carico di Domenico Staffieri, 56 anni, ex comandante del Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Novara, al centro, negli scorsi anni, di una delle maggiori inchieste in tema di corruzione e concussione.

A deciderlo è stata la Corte di Cassazione, cui si sono rivolti i due legali dell’ex militare, gli avvocati Alessandro Sola e Simona Perico, del foro di Genova.

Il processo, dunque, è da rifare. Si ritorna in Appello a Torino, ma solo per alcuni capi d’imputazione, come spiega l’avvocato Sola, quelli che sono stati annullati dalla Cassazione in quest’ultimo step della vicenda.

 

NOVARA – Si torna in secondo grado per il processo a carico di Domenico Staffieri, 56 anni, ex comandante del Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Novara, al centro, negli scorsi anni, di una delle maggiori inchieste in tema di corruzione e concussione.

A deciderlo è stata la Corte di Cassazione, cui si sono rivolti i due legali dell’ex militare, gli avvocati Alessandro Sola e Simona Perico, del foro di Genova.

Il processo, dunque, è da rifare. Si ritorna in Appello a Torino, ma solo per alcuni capi d’imputazione, come spiega l’avvocato Sola, quelli che sono stati annullati dalla Cassazione in quest’ultimo step della vicenda.

Un’inchiesta, quella che vide al centro Staffieri, con ben tre filoni e numerosi indagati, almeno una cinquantina, e che, ormai sei anni fa, aveva messo in luce un presunto sistema di ‘malaffare’, doni e mazzette per ‘addolcire’ i controlli di aziende e cantieri, con il coinvolgimento di imprenditori, amministratori pubblici ed esponenti delle forze dell’ordine.

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a 8 anni e 1 mese di carcere, che era stata emessa nel 2012 dalla Corte d’Appello (in primo grado il 56enne era stato condannato a 9 anni e mezzo), inviando a una nuova sezione della corte alcuni capi d’imputazione, per i quali si chiede una nuova valutazione. Un intervento che potrebbe portare, quindi, a un mutamento della pena finale per l’ex carabiniere.

A spiegare la situazione è l’avvocato Sola: «In Appello Staffieri era già stato assolto dagli episodi di corruzione. Erano, però, rimaste le concussioni. Per questo noi siamo andati in Cassazione. Nel frattempo (nello stesso anno della sentenza di secondo grado, ndr) è intervenuta una nuova legge proprio in riferimento a episodi di concussione. Così la Corte romana ha annullato alcuni capi d’imputazione, riguardanti concussioni, rimandando il tutto al secondo grado, viste le nuove differenziazioni fatte nella nuova legge. Alcuni altri capi, invece, sono stati confermati. Le truffe, ad esempio, non sono state riformate».

E’ la legge anticorruzione Severino a riportare in Appello il ‘caso’ Staffieri. Una normativa che pone differenze tra la concussione per costrizione, reputata più grave, e l’induzione indebita, che si manifesta con una condotta di pressione non così forte da parte del pubblico ufficiale, che lascerebbe così alla vittima un certo margine di scelta. E per i giudici della Suprema Corte, nella vicenda Staffieri, una serie di situazioni per cui è stato condannato si ricollegherebbero a quest’ultima modalità.

Tra gli episodi, uno legato all’amicizia tra Staffieri e l’imprenditore Andrea Giulio (che patteggiò dal gup), che, negli anni, avrebbe offerto regali e soldi per ‘sistemare’ i controlli. In questo caso ci sono i 100mila euro, con i quali Staffieri pare gli avesse garantito di sistemare i possibili problemi legati alla morte di un operaio dell’impresa, in pensione ma attivo in alcuni cantieri. Dall’imprenditore novarese, Staffieri aveva anche ricevuto l’acquisto agevolato di una casa in Liguria.

mo.c.

 

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