Celebrati i 13 martiri di Vignale

Celebrati i 13  martiri di Vignale
Cronaca 01 Settembre 2015 ore 09:25

NOVARA - Sono passati settantuno anni da quel 26 agosto 1944 ma il ricordo dei “Tredici Martiri” di Vignale deve essere perpetuato nel tempo, perché anche dal loro sacrificio è nata la nostra libertà. Con una breve cerimonia, nei pressi del ponte di corso Risorgimento (dove furono fucilati Renato Crestanini, Giovanni e Natale Diotti, Fausto Gatti, Igino Mancini, Secondo Passera ed Erminio Sara) e in quello della ferrovia (dove caddero Orione e Spartaco Berto, Antonio denti, Pietro Molinari, Giuseppe Schiorlini e Angelo Saini) autorità civili e militari, nella mattinata di domenica, hanno ricordato ancora una volta una delle date più tragiche nella lotta di Liberazione nel Novarese.

Nel portare il saluto dell’Amministrazione comunale il consigliere Alfredo Reali ha espresso due veloci riflessioni, la prima riguardante la memoria: «Credo - ha detto Reali - che non dobbiamo mai dimenticare la nostra storia. In questo caso la memoria di questi ragazzi ci deve accompagnare nella vita quotidiana, oggi come nel futuro». Poi il messaggio lasciatoci attraverso il loro sacrificio settantuno anni fa: «Un messaggio di libertà, dignità e speranza. Vorrei che tutti riflettessimo su queste parole, che poi sono entrate anche nella nostra Carta costituzionale», concludendo poi il suo intervento citando il celebre scritto del giurista Piero Calamandrei.

L’orazione ufficiale, tenuta dal presidente dell’Istituto storico della Resistenza Paolo Cattaneo, si è invece incentrata inizialmente sul ricordo di alcune figure come quella di Piero Fornara, medico e primo prefetto della Liberazione, della maestra Rina Musso e di monsignor Leone Ossola, amministratore apostolico della Diocesi novarese. Ma poi Cattaneo ha voluto porre ai presenti un quesito: «Sono passati settantuno anni, molti dei protagonisti di allora non ci sono più. Alcuni, oggi, si chiedono se vale la pena oggi ricordare. La mia risposta, senza dubbi, è sì».

Luca Mattioli

NOVARA - Sono passati settantuno anni da quel 26 agosto 1944 ma il ricordo dei “Tredici Martiri” di Vignale deve essere perpetuato nel tempo, perché anche dal loro sacrificio è nata la nostra libertà. Con una breve cerimonia, nei pressi del ponte di corso Risorgimento (dove furono fucilati Renato Crestanini, Giovanni e Natale Diotti, Fausto Gatti, Igino Mancini, Secondo Passera ed Erminio Sara) e in quello della ferrovia (dove caddero Orione e Spartaco Berto, Antonio denti, Pietro Molinari, Giuseppe Schiorlini e Angelo Saini) autorità civili e militari, nella mattinata di domenica, hanno ricordato ancora una volta una delle date più tragiche nella lotta di Liberazione nel Novarese.

Nel portare il saluto dell’Amministrazione comunale il consigliere Alfredo Reali ha espresso due veloci riflessioni, la prima riguardante la memoria: «Credo - ha detto Reali - che non dobbiamo mai dimenticare la nostra storia. In questo caso la memoria di questi ragazzi ci deve accompagnare nella vita quotidiana, oggi come nel futuro». Poi il messaggio lasciatoci attraverso il loro sacrificio settantuno anni fa: «Un messaggio di libertà, dignità e speranza. Vorrei che tutti riflettessimo su queste parole, che poi sono entrate anche nella nostra Carta costituzionale», concludendo poi il suo intervento citando il celebre scritto del giurista Piero Calamandrei.

L’orazione ufficiale, tenuta dal presidente dell’Istituto storico della Resistenza Paolo Cattaneo, si è invece incentrata inizialmente sul ricordo di alcune figure come quella di Piero Fornara, medico e primo prefetto della Liberazione, della maestra Rina Musso e di monsignor Leone Ossola, amministratore apostolico della Diocesi novarese. Ma poi Cattaneo ha voluto porre ai presenti un quesito: «Sono passati settantuno anni, molti dei protagonisti di allora non ci sono più. Alcuni, oggi, si chiedono se vale la pena oggi ricordare. La mia risposta, senza dubbi, è sì».

Luca Mattioli