Più guardie venatorie

Cinghiali, per Coldiretti Torino c’è solo una soluzione: abbatterne di più

Servono misure straordinarie per il contenimento dei selvatici e occorre sbloccare iter decreto legge ministeriale.

Cinghiali, per Coldiretti Torino c’è solo una soluzione: abbatterne di più
11 Ottobre 2020 ore 06:45

Per la Coldiretti Torino è necessario aumentare le guardie venatorie e allungare il periodo di caccia ai cinghiali. Servono misure straordinarie per il contenimento dei selvatici e occorre sbloccare iter decreto legge ministeriale. Lo riportano i colleghi di primaTorino.it 

Le richieste di Coldiretti Torino

«A fronte di una situazione, ormai insostenibile, è urgente che la Regione Piemonte prenda provvedimenti rispetto ai selvatici: dal prolungare eccezionalmente il periodo di caccia in forma non selettiva all’aumento del numero di guardie venatorie per l’attività di controllo, nonostante le restrizioni imposte dal Covid, fino ad occuparsi concretamente di coordinare il monitoraggio sui territori rispetto all’attuazione della caccia di selezione».

 

E’ la richiesta di Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, a fronte del proliferare della fauna selvatica, in seguito ancora all’incidente sulla A26 dove hanno perso la vita due ragazzi.

“Situazione insostenibile”

«Prendiamo atto – prosegue Fabrizio Galliati – che la Regione Piemonte si è fatta portavoce con la ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova rispetto alla problematica cinghiali, ma la situazione è insostenibile e urgente per cui serve attuare, al più presto, misure straordinarie. Va accelerato l’iter del decreto legge ministeriale, che aspettiamo ormai da tempo, per modificare la legge in vigore anche alla luce del fatto che la fauna selvatica rientra nel patrimonio dello Stato».

 

I dati di Coldiretti

In Italia ci sono diecimila incidenti stradali all’anno causati da animali selvatici e – secondo una indagine Coldiretti/Ixè – oltre otto italiani su 10, pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero. In Piemonte negli ultimi sei anni si sono registrati 7.000 incidenti causati dalla fauna selvatica con una media pari a 1.200 incidenti l’anno, ma con la tendenza ad aumentare.

«A rischio ci sono sia l’incolumità dei cittadini sia i raccolti dei nostri imprenditori – prosegue Fabrizio Galliati -. Oltretutto non possiamo dimenticare anche le aggressioni ai greggi, da parte di lupi e animali selvatici che, dalla montagna, ormai sono arrivati fin nelle aree collinari, mettendo in pericolo e difficoltà sia le imprese agricole sia la popolazione».

 

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