Cinque nuove sale operatorie all’ospedale “Castelli” di Verbania

Cinque nuove sale operatorie all’ospedale “Castelli” di Verbania
08 Giugno 2015 ore 16:35

VERBANIA –  Sono in corso di completamento, all’ultimo piano dell’ospedale Castelli, le 5 nuove sale operatorie che la direzione sanitaria dell’Asl pensa di inaugurare non con il consueto taglio del nastro ma con un “open day”: visite guidate, dalle 9 alle 16, su prenotazione per i cittadini che vorranno rendersi conto della struttura e della qualità del nuovo polo chirurgico. L’open day è sabato 20 giugno, i cittadini interessati possono prenotarsi telefonando al numero verde 800 30714, dalle 8,30 alle 16,30 o con una email alla casella di posta elettronica openday@aslvco.it. L’idea è del nuovo direttore generale, Giovanni Caruso: «M’è sembrata una buona idea far toccare con mano ai cittadini il modo in cui sono stati spesi i loro soldi. Consegniamo una struttura tra le più avanzate, che riduce al minimo gli spostamenti del paziente e consente al personale medico e infermieristico di operare in un ambiente di lavoro sicuro. Tutto merito di chi mi ha preceduto, il dottor Adriano Giacoletto, che spero avremo tra noi il 20 perché se lo merita». Soddisfatta il sindaco, Silvia Marchionini: «E’ un impegno che l’Asl aveva preso e ha mantenuto. Le sale operatorie sono il fulcro di un ospedale. Siamo molto contenti che Verbania ne abbia 5 di prima qualità. In questo modo il Castelli rafforza il legame con la città». Caruso ha eluso le sollecitazioni dei cronisti sulla collocazione dell’unico Dea che la Regione ha confermato di voler mantenere e di mettere in relazione le nuove sale operatorie con la scelta che il governatore Chiamparino si accinge a fare o, addirittura, avrebbe già fatto: «Con le nuove sale operatorie ci guadagnano i cittadini e gli operatori. A prescindere dalla scelta che verrà fatta, tanto a Verbania quanto a Domodossola, continueranno ad esistere, e operare, sia ortopedia che chirurgia». Due le principali novità. Lo spostamento minimo dei pazienti, per la vicinanza delle sale ai reparti e le condizioni di sicurezza del lettino operatorio. I tempi di attesa, assicurano i medici, si ridurranno del 20-30 per cento. 

Mauro Rampinini

VERBANIA –  Sono in corso di completamento, all’ultimo piano dell’ospedale Castelli, le 5 nuove sale operatorie che la direzione sanitaria dell’Asl pensa di inaugurare non con il consueto taglio del nastro ma con un “open day”: visite guidate, dalle 9 alle 16, su prenotazione per i cittadini che vorranno rendersi conto della struttura e della qualità del nuovo polo chirurgico. L’open day è sabato 20 giugno, i cittadini interessati possono prenotarsi telefonando al numero verde 800 30714, dalle 8,30 alle 16,30 o con una email alla casella di posta elettronica openday@aslvco.it. L’idea è del nuovo direttore generale, Giovanni Caruso: «M’è sembrata una buona idea far toccare con mano ai cittadini il modo in cui sono stati spesi i loro soldi. Consegniamo una struttura tra le più avanzate, che riduce al minimo gli spostamenti del paziente e consente al personale medico e infermieristico di operare in un ambiente di lavoro sicuro. Tutto merito di chi mi ha preceduto, il dottor Adriano Giacoletto, che spero avremo tra noi il 20 perché se lo merita». Soddisfatta il sindaco, Silvia Marchionini: «E’ un impegno che l’Asl aveva preso e ha mantenuto. Le sale operatorie sono il fulcro di un ospedale. Siamo molto contenti che Verbania ne abbia 5 di prima qualità. In questo modo il Castelli rafforza il legame con la città». Caruso ha eluso le sollecitazioni dei cronisti sulla collocazione dell’unico Dea che la Regione ha confermato di voler mantenere e di mettere in relazione le nuove sale operatorie con la scelta che il governatore Chiamparino si accinge a fare o, addirittura, avrebbe già fatto: «Con le nuove sale operatorie ci guadagnano i cittadini e gli operatori. A prescindere dalla scelta che verrà fatta, tanto a Verbania quanto a Domodossola, continueranno ad esistere, e operare, sia ortopedia che chirurgia». Due le principali novità. Lo spostamento minimo dei pazienti, per la vicinanza delle sale ai reparti e le condizioni di sicurezza del lettino operatorio. I tempi di attesa, assicurano i medici, si ridurranno del 20-30 per cento. 

Mauro Rampinini

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