Condanna a 7 mesi per un 29enne e un 37enne

Condanna a 7 mesi per un 29enne e un 37enne
Cronaca 10 Maggio 2015 ore 13:44

NOVARA - Sono stati condannati a sette mesi di reclusione per esercizio arbitrario delle proprie ragioni Ahmed Issam Maulay, tunisino di 37 anni, e Elvir Ligataj, albanese di 29 anni. I due erano inizialmente alla sbarra con le accuse di lesioni ed estorsione.

L’imputazione è stata poi riqualificata. Il pm Silvia Baglivo, nelle precedenti udienze, aveva chiesto per i due una condanna a due anni di reclusione e una multa di 1.300 euro.

L’episodio al centro del processo era avvenuto il 2 settembre 2011 in piazza a Trecate. In quell’occasione, per l’accusa, un quarantenne sarebbe stato aggredito dai due affinché restituisse un prestito di 50 euro ricevuto da un loro amico. Stando sempre all’accusa l’uomo sarebbe stato preso per i capelli e trascinato per metri e malmenato a pugni e calci. In aula erano stati escussi alcuni testi, tra cui una giovane che era in auto con i due imputati prima dei fatti, e un militare intervenuto in quell’occasione, che ha riferito di aver calmato gli animi, portando poi tutti in caserma.

mo.c.


NOVARA - Sono stati condannati a sette mesi di reclusione per esercizio arbitrario delle proprie ragioni Ahmed Issam Maulay, tunisino di 37 anni, e Elvir Ligataj, albanese di 29 anni. I due erano inizialmente alla sbarra con le accuse di lesioni ed estorsione.

L’imputazione è stata poi riqualificata. Il pm Silvia Baglivo, nelle precedenti udienze, aveva chiesto per i due una condanna a due anni di reclusione e una multa di 1.300 euro.

L’episodio al centro del processo era avvenuto il 2 settembre 2011 in piazza a Trecate. In quell’occasione, per l’accusa, un quarantenne sarebbe stato aggredito dai due affinché restituisse un prestito di 50 euro ricevuto da un loro amico. Stando sempre all’accusa l’uomo sarebbe stato preso per i capelli e trascinato per metri e malmenato a pugni e calci. In aula erano stati escussi alcuni testi, tra cui una giovane che era in auto con i due imputati prima dei fatti, e un militare intervenuto in quell’occasione, che ha riferito di aver calmato gli animi, portando poi tutti in caserma.

mo.c.