Condanna a due anni e mezzo per un 37enne che sfruttava la moglie

Condanna a due anni e mezzo per un 37enne che sfruttava la moglie
Cronaca 04 Agosto 2015 ore 10:21

NOVARA - Alla sbarra con le accuse di maltrattamenti, estorsione, rapina e sfruttamento della prostituzione, un 37enne originario del Sud, ma residente nell’Ovest Ticino, P.D.M., è stato condannato a 2 anni e mezzo di carcere e a 1.300 euro di multa per i maltrattamenti e lo sfruttamento; è stato, invece, assolto dai reati di estorsione, rapina e violenza sessuale.

Stando alle accuse iniziali l’uomo avrebbe costretto a prostituirsi per strada la moglie, nordafricana, affinché gli portasse poi i soldi. Il tutto nella zona di Oleggio. La donna non poteva ribellarsi, perché lui, sostiene l’accusa, diventava particolarmente violento, con calci, pugni, minacce. Nella penultima udienza il pm aveva chiesto una condanna a 5 anni e 800 euro di multa. Una situazione di violenze che era peggiorata quando la donna, era il 2011, era rimasta incinta. Lo stato di gravidanza, infatti, aveva imposto un ovvio stop agli appuntamenti in strada con i clienti. Il 37enne non l’aveva presa bene e, a quanto risulta, l’avrebbe minacciata con un coltello. 

A portare l’uomo sul banco degli imputati la denuncia della donna, che, nel 2012, non ha più retto i soprusi e le angherie del compagno, ribellandosi e raccontando tutto alle Forze dell’Ordine. E’ poi sparita. L’imputato ha sempre rigettato ogni addebito e anzi ha sostenuto come mai avesse saputo dell’‘attività’ su strada della donna. L’avrebbe scoperto dopo il matrimonio, spingendola a cambiare lavoro, «ma lei si rifiutava». Il difensore, l’avvocato Patrizia Bartaloni, aveva chiesto l’assoluzione.

mo.c.

 


NOVARA - Alla sbarra con le accuse di maltrattamenti, estorsione, rapina e sfruttamento della prostituzione, un 37enne originario del Sud, ma residente nell’Ovest Ticino, P.D.M., è stato condannato a 2 anni e mezzo di carcere e a 1.300 euro di multa per i maltrattamenti e lo sfruttamento; è stato, invece, assolto dai reati di estorsione, rapina e violenza sessuale.

Stando alle accuse iniziali l’uomo avrebbe costretto a prostituirsi per strada la moglie, nordafricana, affinché gli portasse poi i soldi. Il tutto nella zona di Oleggio. La donna non poteva ribellarsi, perché lui, sostiene l’accusa, diventava particolarmente violento, con calci, pugni, minacce. Nella penultima udienza il pm aveva chiesto una condanna a 5 anni e 800 euro di multa. Una situazione di violenze che era peggiorata quando la donna, era il 2011, era rimasta incinta. Lo stato di gravidanza, infatti, aveva imposto un ovvio stop agli appuntamenti in strada con i clienti. Il 37enne non l’aveva presa bene e, a quanto risulta, l’avrebbe minacciata con un coltello. 

A portare l’uomo sul banco degli imputati la denuncia della donna, che, nel 2012, non ha più retto i soprusi e le angherie del compagno, ribellandosi e raccontando tutto alle Forze dell’Ordine. E’ poi sparita. L’imputato ha sempre rigettato ogni addebito e anzi ha sostenuto come mai avesse saputo dell’‘attività’ su strada della donna. L’avrebbe scoperto dopo il matrimonio, spingendola a cambiare lavoro, «ma lei si rifiutava». Il difensore, l’avvocato Patrizia Bartaloni, aveva chiesto l’assoluzione.

mo.c.