Economia

Confindustria Novara-Vercelli: esportazioni giù del 26% con il primo lockdown

Dati non rassicuranti, ma in media con ciò che accade nel resto d'Italia

Confindustria Novara-Vercelli: esportazioni giù del 26% con il primo lockdown
Novara, 14 Novembre 2020 ore 07:00

Confindustria Novara-Vercelli tramite il suo osservatorio sull’export analizza i dati economici del trimestre caratterizzato dal lockdown generalizzato.

Confindustria Novara-Vercelli analizza i tre mesi più duri

“Il secondo trimestre del 2020 è stato condizionato, ancor più pesantemente del primo, dalle misure di lockdown adottate dal governo per arginare il dilagare della pandemia di Covid-19. Introdotte l’8 marzo, sono infatti rimaste in essere fino al 4 maggio, per essere poi gradualmente e infine completamente rimosse il 18 maggio. Le performance registrate in questo Rapporto sono pertanto fortemente negative risentendo, oltre che dell’introduzione delle misure restrittive, anche della situazione internazionale e della frenata subita dal commercio mondiale”. E’ con queste parole che inizia il report di Confindustria sull’andamento dell’export nelle province di Novara e Vercelli nel secondo trimestre del 2020.

I dati registrano un meno 26%

“Nel secondo trimestre del 2020 – prosegue il rapporto – le esportazioni complessive delle province di Novara e Vercelli sono diminuite nel loro insieme del -26,1%, quelle nazionali del -27,8%, accentuando il trend negativo già registrato nel primo trimestre. Il dato relativo al primo semestre evidenzia un calo del -15,9% a livello delle due province globalmente considerate, e del -15,3% a livello nazionale”. In particolare per quanto riguarda il settore manifatturiero i comparti più interessati dal calo sono stati quello dei trasporti e i prodotti petroliferi raffinati. Hanno invece registrato una certa crescita i prodotti farmaceutici e alimentari, le bevande e il tabacco, il legno, la carta e la stampa. Nel periodo considerato si sono ridotte anche le importazioni dall’estero, fatta eccezione per i prodotti che arrivano da Cina e Giappone, che sono stati invece più numerosi.

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