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Il caso

Contrasto alla violenza sulle donne: dati positivi nel Novarese

Nel corso della riunione sono intervenuti anche i rappresentanti della Questura e della Prefettura

Contrasto alla violenza sulle donne: dati positivi nel Novarese
Cronaca Novara, 09 Marzo 2021 ore 07:00

Contrasto alla violenza sulle donne: i dati ufficializzati nel corso della riunione online promossa dalla Provincia sono positivi.

Contrasto alla violenza: il trend fa ben sperare

“I risultati positivi raggiunti nel Novarese – scrivono da Palazzo Natta – sono il frutto del lavoro di rete svolto costantemente dai vari soggetti che si occupano del problema della violenza sulle donne: questo elemento di forza è stato più volte sottolineato durante la riunione del Protocollo d’intesa contro le violenze sulle donne, convocato in modalità online nella mattinata di ieri, lunedì 8 marzo, dalla Provincia di Novara, in occasione della Giornata internazionale della donna. Invitati, come uditori, anche i rappresentanti dei Centri anti-violenza del Comune di Novara e dell’Area Nord Novarese e delle associazioni “Liberazione e speranza” e “Aied””.

Una gestione dei casi sempre più difficile a causa della pandemia

“La Provincia – ha esordito il consigliere dell’Ente, delegato alle Pari opportunità, Elena Foti – in questa occasione intende soprattutto ascoltare e fare, insieme con tutte le Istituzioni e gli Enti presenti, il punto della situazione di questo periodo assai particolare, durante il quale i nostri uffici, pur con le difficoltà imposte dal periodo di chiusura, hanno continuato nel loro lavoro di gestione dei casi, non solo strettamente legati al problema delle violenze, ma anche a situazioni di fragilità e di necessità, e di ascolto del territorio. Per quanto riguarda i dati in nostro possesso, che derivano dal lavoro svolto in rete con i vari soggetti competenti, nel corso del 2020, su tutto il territorio della provincia di Novara hanno avuto accesso 307 donne dei quali 196 italiane e le rimanenti suddivise su altre nazionalità. La fascia di età maggiormente colpita dal fenomeno della violenza è al di sotto dei 46 anni. Il numero di figli minori coinvolti risulta essere 297. La maggior parte delle donne hanno subito violenza fisica, psicologica ed economica, in alcuni casi stalking e violenza sessuale. Sul totale di donne vittima di violenza, circa 181 hanno presentato denuncia. Ulteriore attenzione è stata rivolta a 23 maltrattanti che hanno avuto accesso agli Sportelli preposti attraverso un supporto psicologico oppure un supporto da parte di educatori professionali. Restiamo come sempre a completa disposizione per qualsiasi iniziativa particolare si rendesse necessaria per trovare una soluzione positiva ai problemi che si sono prospettati o che si prospetteranno”.

La Questura: “Serve un cambio di passo culturale”

Il questore Rosanna Lavezzaro ha posto l’accento sul fatto che, “nonostante gli importanti investimenti da parte della Pubblica sicurezza nel campo della prevenzione e del sostegno delle vittime di violenza, ci rendiamo conto della necessità di un cambio di passo culturale e di un maggiore coinvolgimento delle giovani generazioni rispetto al confronto con e per le donne: nel presente non ci arrendiamo e dobbiamo lavorare anche a beneficio del futuro. I dati nazionali – ha commentato il questore – mettono in luce ancora gravi defaillance, ma il Novarese ha registrato risultati decisamente positivi: questo perché esiste un tessuto sociale che ha lavorato in maniera corretta su diversi fronti”.

Le parole del viceprefetto e dell’assessora Chiarelli

Il viceprefetto vicario Patrizia Bianchetto ha dal canto suo evidenziato che “quello della violenza è ancora “il problema”: l’opera preventiva richiede ancora grande impegno da parte di Istituzioni, cittadini, realtà del terzo settore. Non dobbiamo poi dimenticare la questione lavorativa e alla perdita di posti di lavoro nel periodo della pandemia, una questione rispetto alla quale la promozione della parità di genere si pone in maniera preponderante”. L’assessore alle Pari opportunità del Comune di Novara Marina Chiarelli ha rimarcato “l’ottimo lavoro svolto attraverso lo Sportello di ascolto, fondamentale soprattutto in quella fase preliminare nella quale si può evitare che gli episodi di maltrattamento si aggravino: purtroppo ci sono ancora molte difficoltà da parte delle vittime di riconoscere il soggetto maltrattante per quello che effettivamente è”. Un aspetto, quest’ultimo, messo in luce anche dal magistrato del Tribunale di Novara Veronica Zanin, che ha ribadito “la necessità di far comprendere e anche di sostenere nel percorso chi subisce violenze”.

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