Il racconto

Coronavirus: anche una coppia di oleggesi sulla nave bloccata a Civitavecchia

Coronavirus: anche una coppia di oleggesi sulla nave bloccata a Civitavecchia
Ovest Ticino, 09 Febbraio 2020 ore 06:52

C’era anche una coppia oleggese tra le circa 7mila persone rimaste bloccate ventiquattro ore nella giornata del 30 gennaio al porto di Civitavecchia a bordo della Costa Smeralda, nave della Costa Crociere, per un caso sospetto di coronavirus poi rivelatosi fortunatamente un falso allarme.

Coronavirus, la coppia oleggese

Nella tarda mattinata di giovedì una coppia cinese, proveniente da Macao, era stata messa in isolamento nell’ospedale di bordo. Pare infatti che la donna, una 54enne, presentasse febbre e lievi sintomi influenzali. Sia lei che il compagno, che non presentava sintomi, erano stati quindi separati dagli altri passeggeri in attesa dell’arrivo a bordo del personale sanitario. Un fuori programma che ha comportato uno stop forzato per tutti i passeggeri e il personale di bordo.
A vivere quei momenti a bordo della grande nave da crociera anche una coppia di Oleggio molto conosciuta, Pietro e Cecilia Baruffaldi, storici titolari del negozio di alimentari di via Dante e di un altro negozio a Bellinzago, attività gestite dalle figlie.

«Eravamo partiti da Savona il 25, dopo le tappe a Marsiglia e Barcellona, siamo arrivati a Civitavecchia – racconta la coppia, sposata da più di 50 anni – avevamo fatto i biglietti per andare in treno a Roma ma ci hanno detto che non era possibile scendere e che stavano aspettando che salissero le autorità sanitarie sulla nave per dei controlli. Non ci hanno detto per quale motivo. Quando abbiamo visto che le ore passavano  abbiamo  iniziato a fare qualche domanda e si è capito che per quella giornata nessuno sarebbe sceso dalla nave». Per fortuna era solo un falso allarme.

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