Cronaca

Così il “bunga bunga” è passato anche da Novara (amara per Fede)

Così il “bunga bunga” è passato anche da Novara (amara per Fede)
Cronaca 23 Novembre 2015 ore 03:54

NOVARA - Era partita da Novara la “guerra” di Emilio Fede contro le tre testimoni che sostanzialmente lo avevano “incastrato” al processo (bis) di 1° grado per il (presunto) “bunga bunga” di Silvio Berlusconi, ma Novara non gli ha portato bene, perché è stato sconfitto in toto: le tre ragazze, fra cui una cusiana, non lo hanno affatto calunniato, né «hanno reso falsa testimonianza», e nemmeno sono stati «ravvisati altri reati» a loro carico. 

Cos’era successo? Che l’ex direttore del Tg4 il 13 settembre 2013 aveva presentato una denuncia-querela alla Procura gaudenziana nei confronti delle tre  «per i delitti di calunnia, falsa testimonianza ed altri eventualmente ravvisabili», relativamente alle dichiarazioni da loro rese in qualità di testimoni (e di parti civili) nel processo a carico dello stesso, di Dario “Lele” Mora e di Nicole Minetti «concluso con sentenza di condanna (per induzione e sfruttamento della prostituzione, ndr) pronunciata dal Tribunale di Milano in data 19.7.2013». Lo anticipiamo subito: la condanna (7  anni) a Fede fu confermata (ridotta però a 4 anni e 10 mesi) in Appello, ma poi la Cassazione ha annullato tutto e disposto un nuovo processo (ancora da tenersi). Solo che il nostro non “digerì” quanto raccontato dalle tre ragazze, racconti che contribuirono alle condanne nei primi due gradi di giudizio, e procedette con la denuncia. Ora però archiviata (su richiesta dello stesso pm) dal gip Donatella Banci Buonamici (del Tribunale di Milano, cui era giunta per competenza), con motivazioni pesantissime che di certo non piaceranno al giornalista.

Paolo Viviani

leggi l’articolo integrale sul Corriere di Novara di lunedì 23 novembre

NOVARA - Era partita da Novara la “guerra” di Emilio Fede contro le tre testimoni che sostanzialmente lo avevano “incastrato” al processo (bis) di 1° grado per il (presunto) “bunga bunga” di Silvio Berlusconi, ma Novara non gli ha portato bene, perché è stato sconfitto in toto: le tre ragazze, fra cui una cusiana, non lo hanno affatto calunniato, né «hanno reso falsa testimonianza», e nemmeno sono stati «ravvisati altri reati» a loro carico. 

Cos’era successo? Che l’ex direttore del Tg4 il 13 settembre 2013 aveva presentato una denuncia-querela alla Procura gaudenziana nei confronti delle tre  «per i delitti di calunnia, falsa testimonianza ed altri eventualmente ravvisabili», relativamente alle dichiarazioni da loro rese in qualità di testimoni (e di parti civili) nel processo a carico dello stesso, di Dario “Lele” Mora e di Nicole Minetti «concluso con sentenza di condanna (per induzione e sfruttamento della prostituzione, ndr) pronunciata dal Tribunale di Milano in data 19.7.2013». Lo anticipiamo subito: la condanna (7  anni) a Fede fu confermata (ridotta però a 4 anni e 10 mesi) in Appello, ma poi la Cassazione ha annullato tutto e disposto un nuovo processo (ancora da tenersi). Solo che il nostro non “digerì” quanto raccontato dalle tre ragazze, racconti che contribuirono alle condanne nei primi due gradi di giudizio, e procedette con la denuncia. Ora però archiviata (su richiesta dello stesso pm) dal gip Donatella Banci Buonamici (del Tribunale di Milano, cui era giunta per competenza), con motivazioni pesantissime che di certo non piaceranno al giornalista.

Paolo Viviani

leggi l’articolo integrale sul Corriere di Novara di lunedì 23 novembre