Cressa: tre imprenditori denunciati per gestione illecita di rifiuti

I carabinieri forestali hanno sequestrato tutta l'area su cui sorgono due ditte nella zona industriale

Cressa: tre imprenditori denunciati per gestione illecita di rifiuti
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I carabinieri forestali hanno sequestrato tutta l'area su cui sorgono due ditte nella zona industriale

I carabinieri del nucleo forestale di Carpignano Sesia e di Borgolavezzaro, assieme al nucleo investigativo dei carabinieri di Novara, hanno denunciato tre persone per la gestione e lo stoccaggio di rifiuti in difformità dalle autorizzazioni ambientali possedute dalle due ditte di cui sono titolari. L’accusa con cui i tre sono stati denunciati è per il reato di gestione illecita di rifiuti. L’operazione, portata a termine nel corso di un normale controllo, è avvenuta nell’area industriale di Cressa, e i tre denunciati sono tutti e tre residenti nella provincia novarese. Insieme alla denuncia i militari hanno anche sequestrato preventivamente l’intera area, oltre agli uffici amministrativi delle due aziende, per evitare che l’attività illecita potesse continuare. E’ successo nella mattinata del 6 aprile scorso: la scorsa settimana il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il sequestro preventivo. Durante i controlli sono stati anche individuati tre lavoratori, in quelle due aziende (due di nazionalità ucraina e uno di nazionalità italiana), non assunti con contratto di lavoro regolare, e impiegati in violazione delle normative previdenziali vigenti. I militari hanno quindi chiamato sul posto lo Spresal per tutti gli adempimenti dovuti e per procedere alla necessaria segnalazione all’ufficio territoriale del lavoro. «L’attività . spiegano gli stessi militari in un comunicato stampa - si inserisce nel contesto di un programma di controlli, mirato a fare emergere le attività di illecita gestione dei rifiuti in ambito aziendale. L’impegno dei Carabinieri Forestali è fortemente determinato allo scopo, non solo di garantire il pieno rispetto della normativa ambientale e la tutela della salute pubblica, ma anche per assicurare la piena correttezza nell’espletamento delle attività di impresa, evitando quelle forme di concorrenza sleale mediante la riduzione dei costi d’impresa, conseguiti tramite l’inottemperanza della normativa ambientale e previdenziale vigente».

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