Cultura, premiati trenta progetti piemontesi

Cultura, premiati trenta progetti piemontesi
08 Agosto 2015 ore 09:54

TORINO – Per il triennio 2015­2018 il Fondo Unico dello Spettacolo finanzia 30 progetti piemontesi: sono 3 in più nel confronto con il 2014. Commentano da Torino che si tratta di un riconoscimento importante per il sistema dello spettacolo dal vivo della Regione che guadagna così punti rispetto alla prima applicazione del nuovo decreto ministeriale del 1° luglio 2014, stabilendo i nuovi criteri per l’erogazione e modalità per la liquidazione e l’anticipazione di contributi allo spettacolo dal vivo a valere sul FUS. «L’entità di questi finanziamenti ­ dichiara l’assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi ­ delinea un sistema culturale regionale vivace e ben posizionato a livello nazionale e internazionale, articolato in funzioni tra loro complementari, ben diffuso su tutto il territorio e in tutte le discipline dello spettacolo dal vivo. Inoltre, il lavoro delle commissioni consultive della Direzione generale dello spettacolo dal vivo del Ministero per i Beni culturali mette in evidenza un dato di fatto, ossia che i soggetti del nostro territorio, grandi e piccoli, erano penalizzati dalle storiche rendite di posizione». Le nuove regole premiano la competitività delle imprese culturali piemontesi che, anche attraverso le politiche di sostegno garantite dalle amministrazioni locali, hanno creato un sistema produttivo competitivo che si distingue per qualità artistica e per capacità produttiva. In sintesi. Il nuovo decreto riconosce al Piemonte un teatro nazionale (Teatro Stabile di Torino), un teatro di rilevante interesse culturale (Teatro Piemonte Europa), un circuito regionale multidisciplinare (Fondazione Live Piemonte dal Vivo), due centri di produzione teatrale, 12 imprese e compagnie di produzione (di cui una under 35), 6 tra festival e rassegne di teatro, danza e circo, 4 organismi di produzione e programmazione per la danza e uno di circo, un progetto di promozione ed uno di perfezionamento. Aumentano in maniera sensibile i contributi per il Teatro Stabile (+41%, l’incremento più forte tra gli ex teatri stabili pubblici italiani), per il Teatro Piemonte Europa (+121%) e per il circuito regionale Live Piemonte dal Vivo (+105%). Non rientra in questa ripartizione il Coccia di Novara che figura tra i teatri di tradizione: ancora non si conosce l’importo assegnato alla realtà teatrale novarese. Nel complesso cresce il finanziamento a quasi tutti gli altri soggetti. Alle 6 nuove istanze vengono riconosciuti quasi 400.000 euro, in buona parte destinati ad attività di circo contemporaneo e teatro di figura. L’incremento del contributo FUS ai soggetti piemontesi tra il 2014 e il 2015 è di circa 1,7 milioni di euro (+33%): da Torino leggono i numeri come un risultato di grande valore che premia “il lavoro di sostegno e di visione strategica della Regione Piemonte, il valore artistico e culturale, la capacità produttiva e l’efficienza gestionale delle imprese attive nel comparto: gli investimenti regionali nell’ambito della cultura, dell’arte e dello spettacolo dal vivo, ecco la prova, sono un volano di sviluppo per l’intero sistema produttivo e per l’occupazione qualificata anche giovanile, oltre che per l’attrattività del territorio e la qualità della vita”.

Eleonora Groppetti


TORINO – Per il triennio 2015­2018 il Fondo Unico dello Spettacolo finanzia 30 progetti piemontesi: sono 3 in più nel confronto con il 2014. Commentano da Torino che si tratta di un riconoscimento importante per il sistema dello spettacolo dal vivo della Regione che guadagna così punti rispetto alla prima applicazione del nuovo decreto ministeriale del 1° luglio 2014, stabilendo i nuovi criteri per l’erogazione e modalità per la liquidazione e l’anticipazione di contributi allo spettacolo dal vivo a valere sul FUS. «L’entità di questi finanziamenti ­ dichiara l’assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi ­ delinea un sistema culturale regionale vivace e ben posizionato a livello nazionale e internazionale, articolato in funzioni tra loro complementari, ben diffuso su tutto il territorio e in tutte le discipline dello spettacolo dal vivo. Inoltre, il lavoro delle commissioni consultive della Direzione generale dello spettacolo dal vivo del Ministero per i Beni culturali mette in evidenza un dato di fatto, ossia che i soggetti del nostro territorio, grandi e piccoli, erano penalizzati dalle storiche rendite di posizione». Le nuove regole premiano la competitività delle imprese culturali piemontesi che, anche attraverso le politiche di sostegno garantite dalle amministrazioni locali, hanno creato un sistema produttivo competitivo che si distingue per qualità artistica e per capacità produttiva. In sintesi. Il nuovo decreto riconosce al Piemonte un teatro nazionale (Teatro Stabile di Torino), un teatro di rilevante interesse culturale (Teatro Piemonte Europa), un circuito regionale multidisciplinare (Fondazione Live Piemonte dal Vivo), due centri di produzione teatrale, 12 imprese e compagnie di produzione (di cui una under 35), 6 tra festival e rassegne di teatro, danza e circo, 4 organismi di produzione e programmazione per la danza e uno di circo, un progetto di promozione ed uno di perfezionamento. Aumentano in maniera sensibile i contributi per il Teatro Stabile (+41%, l’incremento più forte tra gli ex teatri stabili pubblici italiani), per il Teatro Piemonte Europa (+121%) e per il circuito regionale Live Piemonte dal Vivo (+105%). Non rientra in questa ripartizione il Coccia di Novara che figura tra i teatri di tradizione: ancora non si conosce l’importo assegnato alla realtà teatrale novarese. Nel complesso cresce il finanziamento a quasi tutti gli altri soggetti. Alle 6 nuove istanze vengono riconosciuti quasi 400.000 euro, in buona parte destinati ad attività di circo contemporaneo e teatro di figura. L’incremento del contributo FUS ai soggetti piemontesi tra il 2014 e il 2015 è di circa 1,7 milioni di euro (+33%): da Torino leggono i numeri come un risultato di grande valore che premia “il lavoro di sostegno e di visione strategica della Regione Piemonte, il valore artistico e culturale, la capacità produttiva e l’efficienza gestionale delle imprese attive nel comparto: gli investimenti regionali nell’ambito della cultura, dell’arte e dello spettacolo dal vivo, ecco la prova, sono un volano di sviluppo per l’intero sistema produttivo e per l’occupazione qualificata anche giovanile, oltre che per l’attrattività del territorio e la qualità della vita”.

Eleonora Groppetti


 

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