“Cyberbullismo: è il momento delle risposte”: l’intervento della senatrice novarese Ferrara (Pd)

“Cyberbullismo: è il momento delle risposte”: l’intervento della senatrice novarese Ferrara (Pd)
Cronaca 13 Aprile 2015 ore 22:25

NOVARA - Tutte le forze in campo per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo si sono date appuntamento oggi, lunedì 13 aprile, in Sala Zuccari a Palazzo Giustiniani per l'evento “Non più bulli e cyberbulli” aperto dal Presidente del Senato, Pietro Grasso. Tra loro era presente anche la senatrice novarese del Partito democratico, Elena Ferrara.

Un momento di sintesi coinciso con la sottoscrizione di Decreto ministeriale che istituisce il percorso condiviso e partecipato pubblico-privato che tanti risultati sta portando nell'ambito del Sic - il programma europeo del Safer internet Centre coordinato in Italia dal MIUR - e la presentazione delle nuove "Linee di orientamento per azioni di prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo". 

«Con le linee guida vogliamo dare una risposta concreta alle richieste d'aiuto che ci giungono quotidianamente dai più giovani». Ha spiegato il Ministro Stefania Giannini. «Per farlo - ha aggiunto - nessun istituto sarà lasciato da solo in questa battaglia educativa: più potere e forza alla rete scolastica sui vari territori, con insegnanti come referenti, coerente con il ddl 1261».

Indicazioni programmatiche ed operative, dunque, che riprendono il lavoro portato avanti negli ultimi due anni della Commissione Diritti Umani. «Il testo del ddl, che mi vede come prima firmataria  - spiega Ferrara - è stato sottoposto ad un attento lavoro di integrazione in Commissione Diritti Umani che ha portato all'approvazione unanime della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, ora è pronto per essere discusso in Aula». Un ulteriore tassello, dunque, nel quadro operativo per la prevenzione e il contrasto al Fenomeno. «L'Italia con il ddl e le linee d'orientamento - spiega Ferrara - si mette nelle condizioni di rispondere alle sfide del futuro con entusiasmo, speranza e partecipazione. L'impegno per mettere a sistema esperienze, buone prassi, competenze e risorse era indispensabile per dotare tutta la comunità, non solo quella digitale, degli strumenti necessari a rispondere alle richieste che pervengono dagli stessi ragazzi». Un'esigenza espressa dai più giovani, riscontrata dalla stessa Senatrice e dai colleghi della Commissione Diritti umani, come sottolineato dal Senatore Luigi Manconi, ricordando il lungo percorso di ascolto  di ascolto e di confronto nelle scuole e sui territori, e dal Senatore Riccardo Mazzoni che ha evidenziato come «le leggi che partono dalle esperienza reali e dalla vita vera sono il meglio che il Parlamento può esprimere». E' questo il caso del ddl 1261 che la senatrice Ferrara ha elaborato a partire dal tragico episodio che ha coinvolto una sua ex allieva, Carolina. «Proprio nel Novarese - spiega la Senatrice - si è verificato uno dei primi e più clamorosi casi di cyberbullismo. Paolo Picchio, così come Teresa Manes, e le vicende dei loro ragazzi sono state un punto di riferimento costante nel lavoro di elaborazione del disegno di legge. Analogamente è stato fondamentale il contributo costante di tanti soggetti dalla Polizia Postale a Save the Children e Telefono Azzurro, fino alle stesse aziende ICT come Google e Facebook o i principali operatori telefonici. Senza dimenticare l'impegno anche in termini di iniziative e progetti degli istituti scolastici e delle associazioni che operano sui territori». Una rete fortemente rappresentata in Sala Zuccari in particolare proprio dalla delegazione novarese con l'Ufficio Scolastico Provinciale, rappresentato da Gabriella Colla, l'Istituto comprensivo Verjus di Oleggio e l'avvocato Anna Livia Pennetta.

Molti soggetti ed energie in campo per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo, una regia condivisa e ulteriori strumenti per dare risposte ad esigenze che non possono essere ignorate e che meritano la considerazione di tutte le istituzioni, le associazioni e le aziende private coinvolte. Una risposta attesa da tempo come ha evidenziato Luca Bernardo, primario della Casa Pediatrica Fatebenefratelli, che con il suo team da tempo si occupa del disagio giovanile e delle sue dinamiche. «I bulli - ha affermato - aggrediscono la vittima fino a che non la cambiano, ma la diversità è un valore inestimabile che dobbiamo tutelare».

mo.c.


NOVARA - Tutte le forze in campo per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo si sono date appuntamento oggi, lunedì 13 aprile, in Sala Zuccari a Palazzo Giustiniani per l'evento “Non più bulli e cyberbulli” aperto dal Presidente del Senato, Pietro Grasso. Tra loro era presente anche la senatrice novarese del Partito democratico, Elena Ferrara.

Un momento di sintesi coinciso con la sottoscrizione di Decreto ministeriale che istituisce il percorso condiviso e partecipato pubblico-privato che tanti risultati sta portando nell'ambito del Sic - il programma europeo del Safer internet Centre coordinato in Italia dal MIUR - e la presentazione delle nuove "Linee di orientamento per azioni di prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo". 

«Con le linee guida vogliamo dare una risposta concreta alle richieste d'aiuto che ci giungono quotidianamente dai più giovani». Ha spiegato il Ministro Stefania Giannini. «Per farlo - ha aggiunto - nessun istituto sarà lasciato da solo in questa battaglia educativa: più potere e forza alla rete scolastica sui vari territori, con insegnanti come referenti, coerente con il ddl 1261».

Indicazioni programmatiche ed operative, dunque, che riprendono il lavoro portato avanti negli ultimi due anni della Commissione Diritti Umani. «Il testo del ddl, che mi vede come prima firmataria  - spiega Ferrara - è stato sottoposto ad un attento lavoro di integrazione in Commissione Diritti Umani che ha portato all'approvazione unanime della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, ora è pronto per essere discusso in Aula». Un ulteriore tassello, dunque, nel quadro operativo per la prevenzione e il contrasto al Fenomeno. «L'Italia con il ddl e le linee d'orientamento - spiega Ferrara - si mette nelle condizioni di rispondere alle sfide del futuro con entusiasmo, speranza e partecipazione. L'impegno per mettere a sistema esperienze, buone prassi, competenze e risorse era indispensabile per dotare tutta la comunità, non solo quella digitale, degli strumenti necessari a rispondere alle richieste che pervengono dagli stessi ragazzi». Un'esigenza espressa dai più giovani, riscontrata dalla stessa Senatrice e dai colleghi della Commissione Diritti umani, come sottolineato dal Senatore Luigi Manconi, ricordando il lungo percorso di ascolto  di ascolto e di confronto nelle scuole e sui territori, e dal Senatore Riccardo Mazzoni che ha evidenziato come «le leggi che partono dalle esperienza reali e dalla vita vera sono il meglio che il Parlamento può esprimere». E' questo il caso del ddl 1261 che la senatrice Ferrara ha elaborato a partire dal tragico episodio che ha coinvolto una sua ex allieva, Carolina. «Proprio nel Novarese - spiega la Senatrice - si è verificato uno dei primi e più clamorosi casi di cyberbullismo. Paolo Picchio, così come Teresa Manes, e le vicende dei loro ragazzi sono state un punto di riferimento costante nel lavoro di elaborazione del disegno di legge. Analogamente è stato fondamentale il contributo costante di tanti soggetti dalla Polizia Postale a Save the Children e Telefono Azzurro, fino alle stesse aziende ICT come Google e Facebook o i principali operatori telefonici. Senza dimenticare l'impegno anche in termini di iniziative e progetti degli istituti scolastici e delle associazioni che operano sui territori». Una rete fortemente rappresentata in Sala Zuccari in particolare proprio dalla delegazione novarese con l'Ufficio Scolastico Provinciale, rappresentato da Gabriella Colla, l'Istituto comprensivo Verjus di Oleggio e l'avvocato Anna Livia Pennetta.

Molti soggetti ed energie in campo per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo, una regia condivisa e ulteriori strumenti per dare risposte ad esigenze che non possono essere ignorate e che meritano la considerazione di tutte le istituzioni, le associazioni e le aziende private coinvolte. Una risposta attesa da tempo come ha evidenziato Luca Bernardo, primario della Casa Pediatrica Fatebenefratelli, che con il suo team da tempo si occupa del disagio giovanile e delle sue dinamiche. «I bulli - ha affermato - aggrediscono la vittima fino a che non la cambiano, ma la diversità è un valore inestimabile che dobbiamo tutelare».

mo.c.