Delitto di Cressa: chiesto il rito abbreviato

Delitto di Cressa: chiesto il rito abbreviato
Cronaca 03 Settembre 2015 ore 09:52

CRESSA - Nicola Testa, il pensionato di 83 anni che l’8 marzo a Cressa ha ferito al collo e all’addome con un coltello la moglie Lucia Di Salvatore, di 81, deceduta dopo nove giorni di agonia, ha chiesto, attraverso il suo legale, l’avvocato Claudio Teruggi, di essere giudicato con rito abbreviato. Un procedimento, quest’ultimo, condotto sulla base degli atti e che consente, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena.

Nelle scorse settimane la Procura della Repubblica di Novara aveva chiesto per l’anziano il giudizio immediato, reputando come la prova dei fatti fosse evidente. Una richiesta che era stata accolta dal Gip, che aveva fissato quindi il processo davanti alla locale Corte d’Assise il prossimo 22 ottobre. L’avvocato Teruggi aveva tempo quindici giorni prima di depositare la richiesta di eventuali riti alternativi, cosa che ha poi fatto. Ora si è in attesa di sapere se la richiesta verrà accolta e, nel caso, quale sarà la data dell’udienza preliminare in cui sarà discussa la posizione dell’83enne. La decisione dovrebbe giungere nei prossimi giorni: non più di una settimana.

L’anziano, intanto, dopo un breve periodo in carcere, ha trascorso del tempo in un istituto di cura sanitario di Nebbiuno e, quindi, ha proseguito i domiciliari a casa di uno dei figli. «Proprio in questi giorni – spiega il legale dell’uomo – abbiamo fatto richiesta al giudice di una nuova permanenza nella clinica nebbiunese, il tutto a fini terapeutici. Il mio assistito, infatti, non sta bene. Sin da subito ha dovuto essere ben seguito. Non sta vivendo, anche lui, una situazione facile. E’ in preda alla depressione e non sta davvero bene. Ha compreso ora concretamente quello che ha fatto e, questo, in lui, ha aggravato molto le sue condizioni. Sinora ha intervallato periodi a casa dei figli e altre settimane nella clinica di Nebbiuno. L’abbreviato è stata la scelta più idonea, del resto l’anziano ha confessato i fatti (lo aveva fatto quasi nell’immediatezza, recandosi alla Tenenza dei Carabinieri di Borgomanero, ndr)». 

Il ferimento della donna era avvenuto nella casa in cui vivevano i due coniugi, in via Mattioli. L’anziana, inizialmente trasportata all’ospedale di Borgomanero, era stata trasferita già nel pomeriggio di quella domenica al nosocomio novarese, dove era stata sottoposta anche a un intervento chirurgico e dove era poi deceduta. Testa è accusato di omicidio volontario. 

mo.c.

 

Per saperne di più leggi l’articolo sul Corriere di Novara in edicola giovedì 3 settembre


CRESSA - Nicola Testa, il pensionato di 83 anni che l’8 marzo a Cressa ha ferito al collo e all’addome con un coltello la moglie Lucia Di Salvatore, di 81, deceduta dopo nove giorni di agonia, ha chiesto, attraverso il suo legale, l’avvocato Claudio Teruggi, di essere giudicato con rito abbreviato. Un procedimento, quest’ultimo, condotto sulla base degli atti e che consente, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena.

Nelle scorse settimane la Procura della Repubblica di Novara aveva chiesto per l’anziano il giudizio immediato, reputando come la prova dei fatti fosse evidente. Una richiesta che era stata accolta dal Gip, che aveva fissato quindi il processo davanti alla locale Corte d’Assise il prossimo 22 ottobre. L’avvocato Teruggi aveva tempo quindici giorni prima di depositare la richiesta di eventuali riti alternativi, cosa che ha poi fatto. Ora si è in attesa di sapere se la richiesta verrà accolta e, nel caso, quale sarà la data dell’udienza preliminare in cui sarà discussa la posizione dell’83enne. La decisione dovrebbe giungere nei prossimi giorni: non più di una settimana.

L’anziano, intanto, dopo un breve periodo in carcere, ha trascorso del tempo in un istituto di cura sanitario di Nebbiuno e, quindi, ha proseguito i domiciliari a casa di uno dei figli. «Proprio in questi giorni – spiega il legale dell’uomo – abbiamo fatto richiesta al giudice di una nuova permanenza nella clinica nebbiunese, il tutto a fini terapeutici. Il mio assistito, infatti, non sta bene. Sin da subito ha dovuto essere ben seguito. Non sta vivendo, anche lui, una situazione facile. E’ in preda alla depressione e non sta davvero bene. Ha compreso ora concretamente quello che ha fatto e, questo, in lui, ha aggravato molto le sue condizioni. Sinora ha intervallato periodi a casa dei figli e altre settimane nella clinica di Nebbiuno. L’abbreviato è stata la scelta più idonea, del resto l’anziano ha confessato i fatti (lo aveva fatto quasi nell’immediatezza, recandosi alla Tenenza dei Carabinieri di Borgomanero, ndr)». 

Il ferimento della donna era avvenuto nella casa in cui vivevano i due coniugi, in via Mattioli. L’anziana, inizialmente trasportata all’ospedale di Borgomanero, era stata trasferita già nel pomeriggio di quella domenica al nosocomio novarese, dove era stata sottoposta anche a un intervento chirurgico e dove era poi deceduta. Testa è accusato di omicidio volontario. 

mo.c.

 

Per saperne di più leggi l’articolo sul Corriere di Novara in edicola giovedì 3 settembre