Cronaca

Delitto di via Juvarra: chiesto il rinvio a giudizio

Delitto di via Juvarra: chiesto il rinvio a giudizio
Cronaca 10 Gennaio 2016 ore 17:31

NOVARA – La Procura di Novara, con il pm Nicola Serianni, ha chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Corallo, il 27enne fermato per il delitto di Davide Gabasio, muratore di 47 anni e ‘patrigno’ del giovane, omicidio avvenuto il 14 marzo in un alloggio di via Juvarra, alla Rizzottaglia. “Siamo in attesa della fissazione dell’udienza”, ha velocemente commentato il pm in Tribunale. Al giovane, scarcerato a maggio e attualmente ospite da parenti a Vercelli, il pm contesta l’omicidio preterintenzionale (ossia quando il decesso si registra a seguito di lesioni o percosse in cui, però, manca la volontà di uccidere). Un’accusa riqualificata già nel momento in cui è stato scarcerato e certo meno grave rispetto all’accusa iniziale, che era di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Il 27enne, sin dall’inizio assistito dall’avvocato Annalisa Lipari, non voleva uccidere il ‘patrigno’. Quando l’ha colpito col coltello avrebbe solo tentato di allontanarlo da sé: voleva respingerlo, per difendersi. L’uomo, durante una lite, pare lo stesse inseguendo per colpirlo con un bastone, ritrovato poi nell’appartamento.

mo.c.


NOVARA – La Procura di Novara, con il pm Nicola Serianni, ha chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Corallo, il 27enne fermato per il delitto di Davide Gabasio, muratore di 47 anni e ‘patrigno’ del giovane, omicidio avvenuto il 14 marzo in un alloggio di via Juvarra, alla Rizzottaglia. “Siamo in attesa della fissazione dell’udienza”, ha velocemente commentato il pm in Tribunale. Al giovane, scarcerato a maggio e attualmente ospite da parenti a Vercelli, il pm contesta l’omicidio preterintenzionale (ossia quando il decesso si registra a seguito di lesioni o percosse in cui, però, manca la volontà di uccidere). Un’accusa riqualificata già nel momento in cui è stato scarcerato e certo meno grave rispetto all’accusa iniziale, che era di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Il 27enne, sin dall’inizio assistito dall’avvocato Annalisa Lipari, non voleva uccidere il ‘patrigno’. Quando l’ha colpito col coltello avrebbe solo tentato di allontanarlo da sé: voleva respingerlo, per difendersi. L’uomo, durante una lite, pare lo stesse inseguendo per colpirlo con un bastone, ritrovato poi nell’appartamento.

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