Delitto Milani, prima resa dei conti

Delitto Milani, prima resa dei conti
Cronaca 24 Settembre 2015 ore 09:31

NOVARA - A un anno dal “delitto della Calossa” il reo confesso arriva venerdì davanti al giudice dell’udienza preliminare, al quale quasi certamente chiederà di essere giudicato con il rito abbreviato, ovvero dal medesimo giudice, a porte chiuse, sulle carte già agli atti, puntando allo sconto di un terzo della pena. Che, se piena, sarebbe di certo pesante, visto le accuse di omicidio volontario, rapina e falsificazioni di documenti. Salvatore Stentardo è in carcere dal 13 dicembre dell’anno scorso, quando fu sorpreso dai Carabinieri dopo tre mesi di latitanza in un appartamento di Castel Maggiore, alle porte di Bologna. Le indagini, condotte dal pm Giovanni Caspani, sono procedute spedite e sono appunto state chiuse in pochi mesi, indagini che hanno coinvolto anche la moglie (c’è in corso una causa di separazione) di Stentardo,  accusata di aver procurato, o comunque agevolato, l’evasione del marito dal carcere di Novara due giorni prima del tragico fatto di sangue, perpetratosi alla Cascina Calossa in frazione Loreto di Oleggio il 13 settembre 2014, di pomeriggio (era un sabato), vittima Maria Rosa Milani. I due si ritroveranno ora davanti al gup Angela Fasano, ma le loro strade si separeranno anche in questa sede processuale, visto che la donna non è intenzionata a chiedere rito alternativi.

 

Paolo Viviani

 

leggi il servizio sul Corriere di Novara di giovedì 24 settembre

NOVARA - A un anno dal “delitto della Calossa” il reo confesso arriva venerdì davanti al giudice dell’udienza preliminare, al quale quasi certamente chiederà di essere giudicato con il rito abbreviato, ovvero dal medesimo giudice, a porte chiuse, sulle carte già agli atti, puntando allo sconto di un terzo della pena. Che, se piena, sarebbe di certo pesante, visto le accuse di omicidio volontario, rapina e falsificazioni di documenti. Salvatore Stentardo è in carcere dal 13 dicembre dell’anno scorso, quando fu sorpreso dai Carabinieri dopo tre mesi di latitanza in un appartamento di Castel Maggiore, alle porte di Bologna. Le indagini, condotte dal pm Giovanni Caspani, sono procedute spedite e sono appunto state chiuse in pochi mesi, indagini che hanno coinvolto anche la moglie (c’è in corso una causa di separazione) di Stentardo,  accusata di aver procurato, o comunque agevolato, l’evasione del marito dal carcere di Novara due giorni prima del tragico fatto di sangue, perpetratosi alla Cascina Calossa in frazione Loreto di Oleggio il 13 settembre 2014, di pomeriggio (era un sabato), vittima Maria Rosa Milani. I due si ritroveranno ora davanti al gup Angela Fasano, ma le loro strade si separeranno anche in questa sede processuale, visto che la donna non è intenzionata a chiedere rito alternativi.

Paolo Viviani

leggi il servizio sul Corriere di Novara di giovedì 24 settembre