Donna a processo per una vicenda di estorsione: acquisiti gli atti

Donna a processo per una vicenda di estorsione: acquisiti gli atti
28 Gennaio 2015 ore 03:13

NOVARA – Sono stati acquisiti gli atti, martedì 27 gennaio, al processo a carico di Carla Recupero, 31 anni, coinvolta in una vicenda di estorsione ai danni di un pasticciere di Bellinzago Novarese.

Una storia che, lo scorso anno, ha visto le condanne di altri due soggetti. Con rito abbreviato, Aleandro Volpi, 52 anni di Bellinzago, ex addetto alla sicurezza alle ‘bussole’ all’entrata di Palazzo Fossati, era stato condannato a 4 anni e 4 mesi, Francesco Caserta, invece, 50enne di Maranto Ticino, presunto complice, era stato condannato a 4 anni e 8 mesi.

La donna, compagna di Caserta e difesa dall’avvocato Mauro Caliendo, stando all’accusa, avrebbe preso parte in un’occasione a un recupero dei soldi. L’udienza è stata aggiornata al 16 giugno.

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NOVARA – Sono stati acquisiti gli atti, martedì 27 gennaio, al processo a carico di Carla Recupero, 31 anni, coinvolta in una vicenda di estorsione ai danni di un pasticciere di Bellinzago Novarese.

Una storia che, lo scorso anno, ha visto le condanne di altri due soggetti. Con rito abbreviato, Aleandro Volpi, 52 anni di Bellinzago, ex addetto alla sicurezza alle ‘bussole’ all’entrata di Palazzo Fossati, era stato condannato a 4 anni e 4 mesi, Francesco Caserta, invece, 50enne di Maranto Ticino, presunto complice, era stato condannato a 4 anni e 8 mesi.

La donna, compagna di Caserta e difesa dall’avvocato Mauro Caliendo, stando all’accusa, avrebbe preso parte in un’occasione a un recupero dei soldi. L’udienza è stata aggiornata al 16 giugno.

Una vicenda che emerse a marzo 2014 e che portò la Squadra Mobile all’arresto dei tre. Stando agli inquirenti, Volpi, che era in difficoltà e aveva bisogno di soldi per pagare le spese, si sarebbe rivolto al pasticciere. Il commerciante non aveva rifiutato e l’aveva aiutato. Poi, però, le richieste, come emerso dalle indagini della Polizia, si sarebbero fatte più pressanti e, soprattutto, le cifre sarebbero diventate più alte, non più i 20-30 euro precedenti. Il pasticciere, a quel punto, aveva riferito all’amico, che non avrebbe più potuto versare altri soldi e in quel modo. L’amico, però, avrebbe proseguito a chiedere soldi e l’avrebbe fatto in modi poco urbani. In alcune occasioni a ritirare i contanti, stando alla Squadra Mobile, sarebbe stato Caserta, perché Volpi era senza auto.

Al commerciante non era rimasto altro che rivolgersi alla Polizia, che aveva approntato una trappola. In quel momento scattarono le manette per tutti e tre. Per l’accusa avrebbero estorto circa 20mila euro. Tutti e tre hanno sostenuto sin dall’inizio essersi trattato di normali prestiti, senza minacce o violenza.

mo.c.

 

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