Cronaca

Due imam (autoproclamatisi tali) espulsi dal Viminale: il commento del sindaco Canelli

Due imam (autoproclamatisi tali) espulsi dal Viminale: il commento del sindaco Canelli
Cronaca 04 Settembre 2016 ore 16:53

NOVARA, “Il radicalismo è un fenomeno dal quale anche Novara si è scoperta non immune. La nostra identità culturale e secoli di storia e conquiste civili non possono essere minacciate da chi predica l'odio religioso e dall'oscurantismo di quanti, in netto contrasto con i nostri valori e principi, annullano le donne come se non fossero persone con pari diritti. Tutto ciò non può essere accettato, né tollerato”.È il commento del sindaco Alessandro Canelli a proposito dei due decreti di espulsione eseguiti sabato per un marocchino, Abderrahim El Khaoua, classe 1975, e un tunisino, Jaidi Chaouki, classe 1977, residenti all’ex campo Tav. I due, come riferito ieri (e già ve ne avevamo parlato) in una nota del Viminale, si erano autoproclamati Imam e predicavano contro l’Occidente in luoghi privati, non nei luoghi utilizzati dai musulmani per la preghiera e ufficialmente riconosciuti. Raggiunti venerdì intorno alle 19,30 in via Alberto da Giussano, ieri sono stati espulsi.“La brillante operazione svolta dagli agenti della Polizia di Stato, sulle esatte tipologia e finalità della quale siamo stati informati solo dopo l'esecuzione dei decreti, dimostra - dichiara il sindaco - l'alto livello di attenzione rispetto al fenomeno della radicalizzazione all'interno della comunità islamica, con preoccupanti azioni di proselitismo, e la capacità di monitoraggio del territorio e di intervento. Dal canto nostro possiamo solo ribadire che chi decide di vivere in mezzo a noi non ha il diritto di incitare all'odio contro l'Occidente. Chi decide di vivere in mezzo a noi deve rispettare la nostra cultura e le nostre regole di società fondata su valori democratici. L'integrazione passa attraverso questo genere di rispetto: se questo non si verificherà - conclude Alessandro Canelli - ben difficilmente sarà possibile stabilire un sereno dialogo con coloro che, con i fatti, dimostrano di non volersi integrare”.Monica Curino

NOVARA, “Il radicalismo è un fenomeno dal quale anche Novara si è scoperta non immune. La nostra identità culturale e secoli di storia e conquiste civili non possono essere minacciate da chi predica l'odio religioso e dall'oscurantismo di quanti, in netto contrasto con i nostri valori e principi, annullano le donne come se non fossero persone con pari diritti. Tutto ciò non può essere accettato, né tollerato”.È il commento del sindaco Alessandro Canelli a proposito dei due decreti di espulsione eseguiti sabato per un marocchino, Abderrahim El Khaoua, classe 1975, e un tunisino, Jaidi Chaouki, classe 1977, residenti all’ex campo Tav. I due, come riferito ieri (e già ve ne avevamo parlato) in una nota del Viminale, si erano autoproclamati Imam e predicavano contro l’Occidente in luoghi privati, non nei luoghi utilizzati dai musulmani per la preghiera e ufficialmente riconosciuti. Raggiunti venerdì intorno alle 19,30 in via Alberto da Giussano, ieri sono stati espulsi.“La brillante operazione svolta dagli agenti della Polizia di Stato, sulle esatte tipologia e finalità della quale siamo stati informati solo dopo l'esecuzione dei decreti, dimostra - dichiara il sindaco - l'alto livello di attenzione rispetto al fenomeno della radicalizzazione all'interno della comunità islamica, con preoccupanti azioni di proselitismo, e la capacità di monitoraggio del territorio e di intervento. Dal canto nostro possiamo solo ribadire che chi decide di vivere in mezzo a noi non ha il diritto di incitare all'odio contro l'Occidente. Chi decide di vivere in mezzo a noi deve rispettare la nostra cultura e le nostre regole di società fondata su valori democratici. L'integrazione passa attraverso questo genere di rispetto: se questo non si verificherà - conclude Alessandro Canelli - ben difficilmente sarà possibile stabilire un sereno dialogo con coloro che, con i fatti, dimostrano di non volersi integrare”.Monica Curino

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