Cronaca

E’ ufficiale: la Regione ha acquisito il Castello di Miasino

E’ ufficiale: la Regione ha acquisito il Castello di Miasino
Cronaca 15 Gennaio 2016 ore 15:17

NOVARA – È ormai notizia ufficiale la presa in carico da parte della Regione Piemonte del Castello di Miasino, nel Novarese, bene confiscato a Pasquale Galasso.

Lunedì scorso l'Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati ha restituito definitivamente alla Regione Piemonte il Castello di Miasino dopo aver provveduto a sanare gli abusi edilizi presenti nella struttura. «L'ultimo passo necessario per mettere il Castello in piena disponibilità della Regione - spiega il consigliere regionale Domenico Rossi - Ora è necessario fare in fretta tutti i passi, affinché, nel più breve tempo possibile, si compia il percorso di riutilizzo sociale. Ancora di più, oggi, occorre avere la capacità di mettersi insieme riunire e stimolare tutti i soggetti istituzionali e della società civile interessati a trasformare il castello in un bene da restituire alla collettività». Per questo motivo lo scorso martedì 12 gennaio in Regione Piemonte si è riunito un tavolo ristretto con gli assessori di riferimento per definire i prossimi step.

«Nel corso delle prossime due settimane - precisa Rossi - saranno effettuati una serie di sopralluoghi per definire la somma necessaria per la messa in sicurezza del Castello. Lo stesso tavolo si riunirà per predisporre il bando per il riuso sociale e valutare la gestione nella fase intermedia, ovvero quella in attesa della nuova gestione». 

Libera Novara così commenta la notizia: «da tanto tempo aspettavamo questo momento. Da ormai diversi anni come coordinamento chiedevamo una presa di posizione concreta da parte delle pubbliche amministrazioni, che si traducesse nell'effettiva acquisizione del bene, come previsto dalla legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Un impegno che la Regione Piemonte si era assunta già dallo scorso febbraio e che oggi porta la sfida a un passo ulteriore.
La partita infatti non è finita, ora c'è bisogno di costruire un bando pubblico per l'effettiva riassegnazione sociale del bene. Un bando che arrivi in tempi utili (il Castello è ormai vuoto da più di 11 mesi) e che identifichi il miglior progetto possibile per il futuro di un bene confiscato tanto importante».

mo.c.

 


NOVARA – È ormai notizia ufficiale la presa in carico da parte della Regione Piemonte del Castello di Miasino, nel Novarese, bene confiscato a Pasquale Galasso.

Lunedì scorso l'Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati ha restituito definitivamente alla Regione Piemonte il Castello di Miasino dopo aver provveduto a sanare gli abusi edilizi presenti nella struttura. «L'ultimo passo necessario per mettere il Castello in piena disponibilità della Regione - spiega il consigliere regionale Domenico Rossi - Ora è necessario fare in fretta tutti i passi, affinché, nel più breve tempo possibile, si compia il percorso di riutilizzo sociale. Ancora di più, oggi, occorre avere la capacità di mettersi insieme riunire e stimolare tutti i soggetti istituzionali e della società civile interessati a trasformare il castello in un bene da restituire alla collettività». Per questo motivo lo scorso martedì 12 gennaio in Regione Piemonte si è riunito un tavolo ristretto con gli assessori di riferimento per definire i prossimi step.

«Nel corso delle prossime due settimane - precisa Rossi - saranno effettuati una serie di sopralluoghi per definire la somma necessaria per la messa in sicurezza del Castello. Lo stesso tavolo si riunirà per predisporre il bando per il riuso sociale e valutare la gestione nella fase intermedia, ovvero quella in attesa della nuova gestione». 

Libera Novara così commenta la notizia: «da tanto tempo aspettavamo questo momento. Da ormai diversi anni come coordinamento chiedevamo una presa di posizione concreta da parte delle pubbliche amministrazioni, che si traducesse nell'effettiva acquisizione del bene, come previsto dalla legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Un impegno che la Regione Piemonte si era assunta già dallo scorso febbraio e che oggi porta la sfida a un passo ulteriore.
La partita infatti non è finita, ora c'è bisogno di costruire un bando pubblico per l'effettiva riassegnazione sociale del bene. Un bando che arrivi in tempi utili (il Castello è ormai vuoto da più di 11 mesi) e che identifichi il miglior progetto possibile per il futuro di un bene confiscato tanto importante».

mo.c.

 

 

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