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Ecco quali sono le otto imprese novaresi premiate per la promozione della salute sul lavoro

Il progetto di Confindustria, Spresal e Lilt ha coinvolto 1700 persone.

Ecco quali sono le otto imprese novaresi premiate per la promozione della salute sul lavoro
VCO, 15 Dicembre 2019 ore 11:31

Ecco quali sono le otto imprese novaresi che hanno partecipato al progetto di Confindustria Novara Vercelli Valsesia con lo Spresal dell’Asl e alla Lilt.

Tutelare la salute sul luogo di lavoro: otto imprese novaresi premiate

C’è chi ha inserito nelle buste-paga un messaggio sull’importanza del benessere psicofisico, chi ha inviato una mail al giorno con consigli sul corretto stile di vita, chi ha riempito i distributori automatici con prodotti salutari, chi ha messo a disposizione dei dipendenti una porzione di frutta ogni giorno, chi ha dedicato il “Safety day” annuale al contrasto dell’abuso di alcool e dipendenze, chi ha aperto una palestra aziendale, chi ha testato l'”indoor cycling” di gruppo, chi ha stampato sulle tovagliette della mensa la composizione del menù equilibrato e chi ha regalato a tutti i dipendenti una borraccia “brandizzata” con il logo WHP.

Ecco quali sono le aziende, per un totale di 1700 persone

Sono solo alcune delle iniziative intraprese nel 2019 dalle otto aziende della provincia di Novara (Birla Carbon Italy, Clariant Prodotti, Esseco, Kimberly-Clark, Memc Electronic Materials, Novamont, Alpiq Energia Italia e Sambonet Paderno Industrie) con circa 1.700 dipendenti complessivi, che aderiscono al “Progetto WHP”, promosso da Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) e dal Servizio di Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (Spresal) dell’Asl di Novara insieme alla sezione novarese della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) per prevenire le malattie croniche promuovendo cambiamenti organizzativi nei luoghi di lavoro che li facciano diventare ambienti favorevoli all’adozione di stili di vita salutari.

L’health promoting workplace

Tutte le imprese coinvolte hanno anche partecipato ad attività sportive autogestite, come i “Family Day” orientati alla presentazione di stili di vita salutari, o organizzate a livello cittadino, come la “Fluorun”, la “Strawoman” e “Bicincorsa”, stipulato convenzioni con palestre, piscine e negozi di abbigliamento sportivo e sono state premiate come “Health Promoting Workplace” (luoghi di lavoro promotori di salute) per l’anno 2019 nel corso di un evento svoltosi nel pomeriggio del 12 dicembre nella sede novarese di Cnvv, a conclusione del secondo anno di attività della “rete WHP”.

La cerimonia di premiazione

Durante i lavori sono intervenuti Roberto Moretti, del servizio Promozione della salute dell’Ats di Bergamo, tre le più attive in Italia della rete WHP, che ha illustrato i traguardi raggiunti, Sergio Riso, direttore della Struttura Complessa di Scienza dell’Alimentazione e Dietetica dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara, che ha parlato, insieme alla dietista Arianna Massarotto, delle buone pratiche adottate in tema di alimentazione grazie a un progetto-pilota avviato nel settembre 2019, e Roberta Barge e Patrizia Nicoletti, dell’Istituto per il servizio sociale nell’impresa (Issim), che hanno illustrato l’iniziativa dello “sportello di ascolto” per la promozione del benessere in azienda. La parola è poi passata ai rappresentanti delle aziende che hanno presentato le iniziative da loro intraprese nel corso del 2019 e ricevuto la targa di riconoscimento come “Luogo di lavoro che promuove salute”, associato a uno specifico logo, a nome della rete europea Enwhp (European Network Workplace Healt Promotion).

I commenti di Confindustria

«Come imprenditore – ha detto il presidente di Cnvv, Gianni Filippa, introducendo l’evento insieme al direttore generale dell’Asl di Novara, Arabella Fontana, e alla presidente della Lilt di Novara, Giuseppina Gambaro – devo adempiere ogni giorno agli obblighi di legge in materia di gestione della salute e della sicurezza e ritengo che la promozione della salute nei luoghi di lavoro sia complementare agli aspetti normativi: può essere infatti considerata come la combinazione degli sforzi delle imprese, dei lavoratori e della società per migliorare le condizioni di salute e il benessere delle persone mentre sono al lavoro, ponendo l’accento sul miglioramento dell’organizzazione e sulla partecipazione dei lavoratori. La responsabilità sociale d’impresa è ormai diventata un fattore essenziale di competitività, capace di creare valore condiviso per tutti; la rete WHP è un’espressione concreta di questa responsabilità e le aziende che hanno deciso di aderire hanno colto un’opportunità importante per perseguire politiche di welfare efficaci e significative».

«La nostra associazione – commenta il direttore di Cnvv, Aureliano Curini – crede molto in questa iniziativa ed è lieta di poter lavorare, in stretta collaborazione con le istituzioni, per diffondere sempre più la conoscenza di buone pratiche nell’ambito della promozione della salute. Il progetto, partito nel 2018 grazie alla collaborazione con l’Asl, si sta dimostrando particolarmente efficace perché è in grado di coinvolgere proprio le componenti fondamentali di una rete: le aziende, i lavoratori, le istituzioni e tutti gli stakeholder interessati».

«Siamo molto soddisfatti di quanto realizzato finora – conclude Paolo Maffé, delle aree Politiche industriali e Politiche del territorio di Cnvv, che coordina il progetto – perché il coinvolgimento delle aziende e dei loro lavoratori è stato crescente ed è destinato ad aumentare in futuro: l’impegno diretto delle persone su temi che le riguardano da vicino e quotidianamente ha un effetto “volano” di grande positività, perché contribuisce a diffondere la “cultura della salute” anche tra familiari, amici e conoscenti di chi opera nelle aziende della rete e stimola tutti i partecipanti a proporre nuove idee e azioni da intraprendere. Il termine “WHP” è ormai patrimonio comune di molte persone che lavorano nelle aziende della rete, che lo identificano come sinonimo di salute e benessere, e il progetto si sta anche rivelando una grande occasione di networking tra le imprese, che hanno modo di condividere le buone pratiche attivate, i materiali prodotti e le iniziative in programma, contribuendo alla crescita di un patrimonio culturale di grande valore che si espande nell’intero tessuto sociale».

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