Espulso poche ore dopo la preghiera

Espulso poche ore dopo la preghiera
24 Gennaio 2015 ore 16:21

NOVARA – Inutile cercare di sapere dove, come, quando e soprattutto con precisione perché Ben Salah (nella foto), 41enne tunisino, è stato espulso dall’Italia: bocche cucite, cucitissime in Questura, e fonti ufficiali e ufficiose che rimandano direttamente al Ministero dell’Interno, visto che a quanto pare è stato il ministro Alfano in persona a dare la notizia che il – è proprio il caso di dirlo – famoso marito della prima donna multata in Italia per il burqua è stato rispedito in patria in quanto persona non gradita. Abbiamo solo potuto (per altre vie) apprendere che l’allontanamento è avvenuto una decina di giorni fa, all’indomani della preghiera settimanale alla moschea di via Pigafetta, e che la coppia, dopo la “disavventura” che risale a fine aprile 2010, aveva dapprima fatto breve rientro in Tunisia per poi ricomparire a Sant’Agabio previe a quanto pare tappe a Trecate e Romentino.

NOVARA – Inutile cercare di sapere dove, come, quando e soprattutto con precisione perché Ben Salah (nella foto), 41enne tunisino, è stato espulso dall’Italia: bocche cucite, cucitissime in Questura, e fonti ufficiali e ufficiose che rimandano direttamente al Ministero dell’Interno, visto che a quanto pare è stato il ministro Alfano in persona a dare la notizia che il – è proprio il caso di dirlo – famoso marito della prima donna multata in Italia per il burqua è stato rispedito in patria in quanto persona non gradita. Abbiamo solo potuto (per altre vie) apprendere che l’allontanamento è avvenuto una decina di giorni fa, all’indomani della preghiera settimanale alla moschea di via Pigafetta, e che la coppia, dopo la “disavventura” che risale a fine aprile 2010, aveva dapprima fatto breve rientro in Tunisia per poi ricomparire a Sant’Agabio previe a quanto pare tappe a Trecate e Romentino.

I tragici fatti di Parigi hanno lasciato il segno. In tutta Europa. L’attenzione è massima. E ha fatto innanzitutto scattare alcuni significativi provvedimenti. Il ministro Alfano in un incontro con i media: «Ci sono state nove espulsioni di soggetti di cui 5 di nazionalità tunisina (fra cui appunto Ben Salah, ndr), una turca, una egiziana, una marocchina e una pachistana. Si tratta di persone che avevano regolare permesso di soggiorno e che si trovavano nel nostro Paese da lungo tempo». Per quanto riguarda i cosiddetti ‘foreign fighters’, sono «complessivamente 59. Ovviamente non attualmente presenti in Italia, ma che hanno avuto in qualche modo a che fare col nostro Paese, di cui 14 sono già deceduti». Gli apparati di sicurezza sono tutti in stato di allerta. In particolare, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa), spiega Alfano, è «riunito sostanzialmente in permanenza e in collegamento con gli altri Paesi europei. Tutto quanto è necessario nei limiti del possibile si sta facendo per prevenire la minaccia terroristica». Le Forze dell’ordine sono in «stato di allerta permanente e la nostra filiera di sicurezza che si fonda sulle Prefetture è in stato di allerta massimo. Si sta facendo un lavoro con riservatezza». Appunto. Anche perché – lo ripetiamo, anche se non tutti concordano in nome di principi ”democratici” etc etc – un apparato di sicurezza dovrebbe entrare in azione, cioè funziona, per evitare che le cose succedano, e non quando sono già successe. Forse proprio per questo vengono attuate queste espulsioni.

Paolo Viviani

Leggi l’articolo integrale sul Corriere di Novara di sabato 24 gennaio 2015

 

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