Fabrizio Franzini travolto e ucciso in moto: un anno al guidatore 77enne

Riconosciuto un concorso di colpa per il centauro che andava a velocità sostenuta.

Fabrizio Franzini travolto e ucciso in moto: un anno al guidatore 77enne
28 Marzo 2019 ore 08:35

Fabrizio Franzini di Fontaneto d’Agogna fu travolto e ucciso in moto. Il guidatore dell’auto ha patteggiato un anno.

Fabrizio Franzini

Un anno di reclusione con pena sospesa, revoca della patente di guida e condanna al pagamento delle spese processuali. Questa la sentenza emessa dal Tribunale di Novara nei confronti di C.G., 77 anni di Fontaneto d’Agogna, dopo che la difesa aveva optato per il patteggiamento.

I fatti

Era il 27 aprile 2018 quando Fabrizio Franzini, 40 anni, anch’egli di Fontaneto d’Agogna e cuoco presso il Raviolificio Fontaneto, decise di fare un giro in sella alla sua moto Aprilia e imboccò la S.P. 21. Dopo una curva a sinistra, però, il motociclista si ritrovò di fronte la Peugeot 206 di C.G., intenta in una manovra di svolta a sinistra per imboccare una laterale della Strada Provinciale.

Inutili i disperati tentativi di frenata, come si è evinto dai segni lasciati sull’asfalto e rilevati dai Carabinieri, e altrettanto vani gli immediati soccorsi: terribile lo scontro, coi mezzi rimasti pesantemente incidentati e Fabrizio Franzini morto sul colpo dopo aver sbattuto sull’automobile ed essere stato sbalzato in avanti di una decina di metri. I familiari della vittima, molto conosciuti in paese e assistiti da Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato nel risarcimento di danni da incidenti stradali con sede a Borgomanero, hanno potuto dunque vedere chiarito quanto accaduto quel giorno.

La consulenza

Il perito Fabrizio Piantanida, su disposizione del P.M. Ciro Vittorio Caramore, ha redatto la consulenza tecnica che ha certificato la dinamica dell’incidente, facendo luce sulle responsabilità del tragico evento: C.G. iniziò la manovra di svolta solo rallentando e non fermandosi a controllare con la dovuta attenzione la corsia opposta, da cui proveniva la vittima, fatto che avrebbe potuto evitare l’impatto anche perché la visuale a disposizione era assolutamente sufficiente per avvedersi della moto che stava sopraggiungendo.

Il giudice ha riscontrato anche un concorso di colpa di Franzini, che viaggiava ad una velocità superiore al consentito su quel tratto stradale, circostanza che gli ha impedito di frenare in tempo ed evitare l’impatto.

”Finalmente giustizia”

«Finalmente è stata fatta giustizia – sottolinea Ilaria Chittò, moglie della vittima – tante, troppe persone avevano scritto cose non vere tramite i social, che come spesso accade permettono a tutti di parlare senza conoscere i fatti e senza avere il minimo tatto, tanto che io stessa ho saputo della tragedia prima da Facebook che dalle fonti ufficiali. Ora c’è una sentenza e le reali responsabilità sono state accertate, anche se ovviamente non possono riempire il vuoto incolmabile lasciato dalla perdita di Fabrizio».

 

immagine d’archivio

 

 

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