Ferrari all’Anci: «Dov’è la trasparenza?»

Ferrari all’Anci: «Dov’è la trasparenza?»
11 Agosto 2015 ore 09:21

GALLIATE – «Mancanza di trasparenza, nessuna difesa degli interessi dei Comuni, scarsa comunicazione e prese di pozione politiche che non rappresentano tutti: ma perché Galliate deve restare nell’Anci?». Il sindaco Davide Ferrari, come già altri suoi colleghi di entrambi gli schieramenti politici (Flavio gatti di Cerano, ad esempio), non usa certo mezzi termini nell’esprimere la propria insoddisfazione nei confronti dell’Associazione dei Comuni. «Ci sono tante ragioni che, oggi, mi portano a sostenere una simile posizione».

A partire dal senso stesso di un organismo che, «se anni fa aveva una sua grande utilità a livello di comunicazione tra e con i Comuni, oggi si dimostra superato dai fatti. I nuovi mezzi di comunicazione ormai aprono “finestre” in tempo reale e le informazioni “viaggiano” veloci. Più di quanto faccia l’Anci. L’ultimo esempio in tal senso è stata la possibilità di rinegoziazione dei mutui: la “news” ci è arrivata dalla Cassa Depositi e prestiti. Quando l’iter era già chiaro da più di un mese, e a soli dieci giorni dalla scadenza, è arrivata una nota dell’Anci che ci invitava a convocare un Consiglio comunale. Cosa che noi, ovviamente, avevamo già fatto…».

C’è poi il discorso della politica: «L’associazione riunisce Comuni con Amministrazioni di ogni parte politica e deve sapere rappresentare tutti. Per questo ritengo non siano accettabili certe prese di posizione politiche. L’Anci deve occuparsi della parte amministrativa, facendo gli interessi di tutti i sindaci. Non di politica».

Ma Ferrari ne fa soprattutto una battaglia sul fronte della trasparenza: «Tutti i Comuni sono obbligati ad avere sul proprio sito una sezione riservata all’”amministrazione trasparente”. E l’Anci? Dov’è la sezione “amministrazione trasparente” sul loro sito? All’associazione aderisce il 90% dei Comuni italiani e ciascun cittadino “versa” all’Anci una quota di circa 25 centesimi. Si parla di milioni di euro. E’ chiedere troppo sapere dove vanno a finire? Per cosa vengono utilizzati? Perché i Comuni sono obbligati ad essere “case di vetro” in tutto e l’associazione che li rappresenta no? La mia vuole essere una provocazione: se l’Anci non si adeguerà alle regole di trasparenza, i 3.700 euro di iscrizione il Comune di Galliate li terrà nelle proprie casse e li spenderà per qualcosa di più utile. Magari proprio in trasparenza verso i cittadini…».

Laura Cavalli

GALLIATE – «Mancanza di trasparenza, nessuna difesa degli interessi dei Comuni, scarsa comunicazione e prese di pozione politiche che non rappresentano tutti: ma perché Galliate deve restare nell’Anci?». Il sindaco Davide Ferrari, come già altri suoi colleghi di entrambi gli schieramenti politici (Flavio gatti di Cerano, ad esempio), non usa certo mezzi termini nell’esprimere la propria insoddisfazione nei confronti dell’Associazione dei Comuni. «Ci sono tante ragioni che, oggi, mi portano a sostenere una simile posizione».

A partire dal senso stesso di un organismo che, «se anni fa aveva una sua grande utilità a livello di comunicazione tra e con i Comuni, oggi si dimostra superato dai fatti. I nuovi mezzi di comunicazione ormai aprono “finestre” in tempo reale e le informazioni “viaggiano” veloci. Più di quanto faccia l’Anci. L’ultimo esempio in tal senso è stata la possibilità di rinegoziazione dei mutui: la “news” ci è arrivata dalla Cassa Depositi e prestiti. Quando l’iter era già chiaro da più di un mese, e a soli dieci giorni dalla scadenza, è arrivata una nota dell’Anci che ci invitava a convocare un Consiglio comunale. Cosa che noi, ovviamente, avevamo già fatto…».

C’è poi il discorso della politica: «L’associazione riunisce Comuni con Amministrazioni di ogni parte politica e deve sapere rappresentare tutti. Per questo ritengo non siano accettabili certe prese di posizione politiche. L’Anci deve occuparsi della parte amministrativa, facendo gli interessi di tutti i sindaci. Non di politica».

Ma Ferrari ne fa soprattutto una battaglia sul fronte della trasparenza: «Tutti i Comuni sono obbligati ad avere sul proprio sito una sezione riservata all’”amministrazione trasparente”. E l’Anci? Dov’è la sezione “amministrazione trasparente” sul loro sito? All’associazione aderisce il 90% dei Comuni italiani e ciascun cittadino “versa” all’Anci una quota di circa 25 centesimi. Si parla di milioni di euro. E’ chiedere troppo sapere dove vanno a finire? Per cosa vengono utilizzati? Perché i Comuni sono obbligati ad essere “case di vetro” in tutto e l’associazione che li rappresenta no? La mia vuole essere una provocazione: se l’Anci non si adeguerà alle regole di trasparenza, i 3.700 euro di iscrizione il Comune di Galliate li terrà nelle proprie casse e li spenderà per qualcosa di più utile. Magari proprio in trasparenza verso i cittadini…».

Laura Cavalli

 

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