Frode carosello per l’evasione di Iva: nei guai un novarese e i legali rappresentanti di una società biellese

Frode carosello per l’evasione di Iva: nei guai un novarese e i legali rappresentanti di una società biellese
02 Febbraio 2015 ore 15:37

NOVARA – Anche un novarese coinvolto nell’operazione ‘Fabric ghost’, condotta dai funzionari dell’Agenzia delle dogane di Biella e dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza della città laniera.
Il novarese, stando alle indagini, avrebbe architettato una frode carosello, consistente nell’evasione dell’Iva.

Due gli anni di indagine, che hanno ora portato al sequestro di beni per un valore di oltre 830.000 euro, tra conti correnti, beni mobili e immobili, quote societarie e capitali di altra natura.

NOVARA – Anche un novarese coinvolto nell’operazione ‘Fabric ghost’, condotta dai funzionari dell’Agenzia delle dogane di Biella e dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza della città laniera.
Il novarese, stando alle indagini, avrebbe architettato una frode carosello, consistente nell’evasione dell’Iva.

Due gli anni di indagine, che hanno ora portato al sequestro di beni per un valore di oltre 830.000 euro, tra conti correnti, beni mobili e immobili, quote societarie e capitali di altra natura.

“Tutto – spiega una nota delle Fiamme Gialle biellesi – inizia da una verifica fiscale in materia di esenzioni IVA effettuata da funzionari dell’Ufficio delle dogane di Biella, che conduceva alla scoperta di una frode carosello consistente nell’evasione IVA di oltre 14 milioni di euro tra il 2009 e il 2012. La vastità delle operazioni di accertamento eseguite hanno consentito – continua la Finanza – di svelare un’articolata rete di società cartiere, costituite per ricevere o emettere fatture per operazioni inesistenti, attestanti transazioni commerciali apparentemente negoziate per movimentazione di prodotti tessili. Le false transazioni – sostiene la Gdf – venivano effettuate tra operatori italiani e altri operatori, appositamente costituiti in altri Stati Membri, attraverso lo schema classico della triangolazione Italia-Europa-Italia”.

Le operazioni di sequestro sono state eseguite nei confronti dei legali rappresentanti della società biellese verificata e nei confronti del presunto ‘architetto’ della frode, residente nel Novarese, “che – si legge nel comunicato della Finanza – gestiva, quale amministratore di fatto, la ramificata struttura economico finanziaria destinata alla consumazione di molti reati di natura fiscale”. I reati contestati a carico degli indagati sono numerosi: emissione di fatture per operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti, occultamento e distruzione di documentazione contabile, omesse e infedeli dichiarazioni fiscali.

mo.c.

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