Frode fiscale, i Giacomini a giudizio

Frode fiscale, i Giacomini a giudizio
13 Febbraio 2015 ore 20:44

NOVARA – A processo per la presunta megaevasione emersa nell’ambito dello scontro per il controllo della Giacomini, la spa cusiana leader mondiale nel campo della rubinetteria. La segnalazione era partita dal fondatore Alberto e dal figlio Andrea, in procinto di essere estromessi da Corrado ed Elena, gli altri due figli di Alberto. Una vera intricatissima saga familiare, sfociata in diversi procedimenti giudiziari tuttora aperti fra Novara, Verbania, Milano e Messina. Nello specifico, così come ricostruito dal pm Marco Grandolfo nella richiesta di rinvio a giudizio, accolta in toto (tranne che per la posizione di Alberto, stralciata) giovedì mattina dal gup Claudia Gentili, che ha fissato il processo, il prossimo 7 luglio, per Corrado ed Elena (avvocato Salvatore Scuto), il consulente contabile Giulio Sgaria (avvocati Giro e Rodontini), l’imprenditore nel campo idraulico Fabio Corbeglio (avvocato Silvia Fornara) e la Giacomini spa in base alla legge sulla responsabilità delle persone giuridiche. Ma non solo: indagati anche gli stessi autori dell’esposto, appunto Alberto (avvocato Gianni Correnti) e Andrea (avvocato Giorgio Legnazzi), che avevano svelato le presunte frodi ed evasioni fiscali, oggi contestate a vario titolo insieme alle ipotesi di false fatturazioni e false comunicazioni sociali. La posizione del primo è stata però stralciata per incapacità processuale, mentre il secondo è stato mandato a giudizio con i fratelli. L’avvocato Scuto, difensore di Corrado ed Elena: «Ritengo indispensabile che il tutto arrivi al vaglio dibattimentale, così come deciso dal giudice, perché la questione necessita dei dovuti approfondimenti. In  quelle sede dimostreremo l’estraneità dei miei assistiti rispetto all’impianto accusatorio». Il legale sottolinea un punto, che a suo avviso dice tutto, ovvero come il gup abbia deciso di mandare a processo, accogliendo la richiesta del pm, «anche Andrea».

p.v.

leggi l’articolo integrale sul “Corriere di Novara di sabato 14 febbraio

NOVARA – A processo per la presunta megaevasione emersa nell’ambito dello scontro per il controllo della Giacomini, la spa cusiana leader mondiale nel campo della rubinetteria. La segnalazione era partita dal fondatore Alberto e dal figlio Andrea, in procinto di essere estromessi da Corrado ed Elena, gli altri due figli di Alberto. Una vera intricatissima saga familiare, sfociata in diversi procedimenti giudiziari tuttora aperti fra Novara, Verbania, Milano e Messina. Nello specifico, così come ricostruito dal pm Marco Grandolfo nella richiesta di rinvio a giudizio, accolta in toto (tranne che per la posizione di Alberto, stralciata) giovedì mattina dal gup Claudia Gentili, che ha fissato il processo, il prossimo 7 luglio, per Corrado ed Elena (avvocato Salvatore Scuto), il consulente contabile Giulio Sgaria (avvocati Giro e Rodontini), l’imprenditore nel campo idraulico Fabio Corbeglio (avvocato Silvia Fornara) e la Giacomini spa in base alla legge sulla responsabilità delle persone giuridiche. Ma non solo: indagati anche gli stessi autori dell’esposto, appunto Alberto (avvocato Gianni Correnti) e Andrea (avvocato Giorgio Legnazzi), che avevano svelato le presunte frodi ed evasioni fiscali, oggi contestate a vario titolo insieme alle ipotesi di false fatturazioni e false comunicazioni sociali. La posizione del primo è stata però stralciata per incapacità processuale, mentre il secondo è stato mandato a giudizio con i fratelli. L’avvocato Scuto, difensore di Corrado ed Elena: «Ritengo indispensabile che il tutto arrivi al vaglio dibattimentale, così come deciso dal giudice, perché la questione necessita dei dovuti approfondimenti. In  quelle sede dimostreremo l’estraneità dei miei assistiti rispetto all’impianto accusatorio». Il legale sottolinea un punto, che a suo avviso dice tutto, ovvero come il gup abbia deciso di mandare a processo, accogliendo la richiesta del pm, «anche Andrea».

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