C’è anche la provincia di Novara tra i territori coinvolti nella vasta operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale della La Spezia. L’operazione, denominata “Settimo Comandamento Atto II”, è stata eseguita nelle prime ore di venerdì 3 aprile 2026.
Dettagli della maxi operazione
Il blitz ha interessato diverse province italiane, tra cui Torino, Massa Carrara, Prato, Pistoia, Lucca e Pisa, supportato da numerosi reparti specializzati. L’operazione ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone (9 uomini e 4 donne), accusate di associazione per delinquere finalizzata ai furti in abitazione. Tra gli arrestati, una persona è stata individuata in un comune del Novarese.
Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale della Spezia su richiesta della Procura lo scorso 19 marzo, ha disposto la detenzione per otto indagati, mentre altri cinque risultano indagati a piede libero.
Struttura e attività del gruppo criminale
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo aveva base operativa a Sarzana, all’interno di un campo riconducibile a una famiglia Sinti di origine piemontese. I presunti promotori e organizzatori sono due, mentre gli altri membri, di età compresa tra i 25 e i 49 anni, ricoprivano ruoli operativi, che spaziavano dai furti al supporto logistico, dalla ricettazione alla fornitura di veicoli.
Le indagini, iniziate nel gennaio 2025, hanno permesso di ricostruire oltre 80 episodi di furti consumati e tentati in diverse province del Nord Italia, con un danno complessivo stimato di oltre 400mila euro. Tra le vittime figurano anche persone anziane e vulnerabili.
Modus operandi sofisticato
Il modus operandi del gruppo si è rivelato particolarmente sofisticato: venivano utilizzati veicoli rubati o con targhe clonate, realizzate copiando quelle di auto identiche intestate a ignari cittadini. Inoltre, cambiavano frequentemente abbigliamento durante la giornata, indossando caschi e giubbotti da motociclista per rendere più difficile l’identificazione, in un comportamento definito “camaleontico” dagli investigatori.
All’operazione hanno partecipato circa 120 militari, supportati da 50 mezzi. Durante le perquisizioni, ancora in corso, sono stati sequestrati beni di presunta provenienza illecita, tra cui preziosi, denaro, veicoli, elettrodomestici, armi e capi di abbigliamento.