Cronaca

Gestivano case di prostituzione: chiesti 5 e 3 anni e mezzo

Gestivano case di prostituzione: chiesti 5 e 3 anni e mezzo
Cronaca 07 Aprile 2016 ore 02:30

NOVARA - Due condanne, rispettivamente a 5 anni e 5mila euro di multa e a 3 anni e 6 mesi e 3mila euro di multa, sono state chieste martedì in Tribunale a Novara nei confronti di Chiunhong Ma, detta ‘Miki’, 42 anni, al momento irreperibile, e di Salvatore Barbera, 67 anni. I due, difesi dagli avvocati Stefania Nicolò e Giuliano Prelli, sono alla sbarra con l’accusa di gestione di case di prostituzione, favoreggiamento e sfruttamento. Si tratta di una ‘coda’ dell’operazione ‘Lenone d’Oriente’, che, nel novembre 2010, aveva portato alla scoperta di un’organizzazione di italiani e cinesi, che agiva in una serie di appartamenti tra Novara, Cuneo e Torino. Per il pm la sola accusa a non essere provata nei confronti dei due è quella di associazione a delinquere. A Novara la vicenda interessava un appartamento di via Ricci, dove i residenti avevano segnalato alle Forze dell’Ordine un grande viavai. Erano così partite le indagini, con intercettazioni e controlli costanti della zona. Partiva tutto da alcune inserzioni su giornali e online e si arrivava alle case. I difensori hanno chiesto per entrambi l’assoluzione. Udienza aggiornata al 24 maggio per la sentenza.

mo.c.

 

Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola

 


NOVARA - Due condanne, rispettivamente a 5 anni e 5mila euro di multa e a 3 anni e 6 mesi e 3mila euro di multa, sono state chieste martedì in Tribunale a Novara nei confronti di Chiunhong Ma, detta ‘Miki’, 42 anni, al momento irreperibile, e di Salvatore Barbera, 67 anni. I due, difesi dagli avvocati Stefania Nicolò e Giuliano Prelli, sono alla sbarra con l’accusa di gestione di case di prostituzione, favoreggiamento e sfruttamento. Si tratta di una ‘coda’ dell’operazione ‘Lenone d’Oriente’, che, nel novembre 2010, aveva portato alla scoperta di un’organizzazione di italiani e cinesi, che agiva in una serie di appartamenti tra Novara, Cuneo e Torino. Per il pm la sola accusa a non essere provata nei confronti dei due è quella di associazione a delinquere. A Novara la vicenda interessava un appartamento di via Ricci, dove i residenti avevano segnalato alle Forze dell’Ordine un grande viavai. Erano così partite le indagini, con intercettazioni e controlli costanti della zona. Partiva tutto da alcune inserzioni su giornali e online e si arrivava alle case. I difensori hanno chiesto per entrambi l’assoluzione. Udienza aggiornata al 24 maggio per la sentenza.

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