Il caso

Gestore del Lido di Arona annuncia ricorso contro il Comune

La società annuncia l'inizio di una battaglia legale

Gestore del Lido di Arona annuncia ricorso contro il Comune
Arona, 30 Settembre 2020 ore 07:00

Gestore del Lido annuncia di voler impugnare di fronte al Tar la revoca della concessione.

Gestore del Lido sul piede di guerra

E’ con poche righe diffuse attraverso Instagram che la società Beachside srl, che ha gestito finora il Lido, annuncia la prossima mossa nella “partita a scacchi” di questa contesa che da anni la oppone al Comune. “Beachside Srl comunica di aver dato mandato a un pool di legali per la presentazione del ricorso avverso la revoca della concessione balneare da parte del Comune di Arona. Certi della fondatezza dei propri argomenti, alla magistratura toccherà far luce sulle tante ombre dei comportamenti delle Autorità locali al riguardo”.  I gestori del Lido presenteranno quindi un ricorso al Tar e toccherà alla nuova Amministrazione l’incombenza di gestire la fase giudiziale, con tutto ciò che questo comporta. Lo strappo tra società e Comune si è consumato da tempo.

Una questione con radici profonde

“Da quando ci siamo aggiudicati il bando per la gestione del Lido – dicono dalla società – sono incominciati i problemi. Beachside ha affrontato un investimento piuttosto importante per poter far fronte alle esigenze del bando e ai progetti che avevamo per questo complesso. Il Comune invece, mentre da una parte pretendeva investimenti e impegni, dall’altra per qualche motivo ha iniziato a danneggiarci. Prima con la querelle sulla musica dei nostri impianti, ritenuta a un volume troppo alto, poi con altri mezzi. Da parte nostra abbiamo sempre fatto buon viso a cattivo gioco. Come quella volta che abbiamo trovato nell’area dell’amianto non dichiarato nel bando e abbiamo proceduto allo smaltimento a nostre spese. O quando abbiamo deciso di demolire pagando di tasca nostra un rudere che si trovava al centro dell’area”. Ma il punto più alto di quella che la società considera una vera e propria pratica vessatoria, è stato registrato a partire dalla scorsa stagione. “Quando abbiamo realizzato il progetto della nostra piscina – proseguono dalla società – ci hanno imposto di rimuovere quella struttura in 250 giorni. Poi sono arrivate le multe e le sanzioni varie ed eventuali e infine le pressioni per riaprire l’area questa primavera, quando era chiaro che c’era la necessità di effettuare dei lavori importanti, come quello sulla scogliera, che attualmente è pericolante. Un discorso a parte merita, infine, la questione dello scomputo delle opere dal canone demaniale. Dal giorno zero di questa storia il Comune si vanta di aver riqualificato l’area, salvo poi metterci i bastoni tra le ruote in ogni situazione possibile. Non hanno nemmeno valutato la possibilità di estendere la concessione delle aree demaniali, come è diventato possibile fare grazie a un provvedimento del Governo. Ci hanno semplicemente revocato la concessione. E adesso abbiamo intenzione di andare a giudizio: vedremo chi avrà ragione. Nel frattempo, fino alla risoluzione del problema, ogni bando su quell’area resterà congelato, dal momento che impugneremo ogni bando che dovesse essere presentato. Salvo in ogni caso il risarcimento di tutti i danni subiti per effetto di questo provvedimento che giudichiamo illegittimo”.

La risposta del Comune

La risposta all’annuncio via Instagram della società e alle parole dei legali di Beachside non si è fatta attendere. E il neo sindaco Federico Monti ha voluto replicare consultandosi con l’avvocato interpellato dal Comune. “Le affermazioni della società – scrivono dalla nuova Amministrazione comunale – sono destituite da ogni fondamento. Per ora le cause precedenti al Tar, in giudizio, li hanno visti soccombere con spese a carico loro, confermando la legittimità degli atti del Comune. Hanno arretrati da pagare e secondo noi non hanno rispettato il contratto. Siamo fiduciosi che tutto si risolva a favore del Comune”.

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