Giovane nigeriana sfruttata nel Pavese: condanna a 3 anni per la madam, che risiedeva a Novara

Giovane nigeriana sfruttata nel Pavese: condanna a 3 anni per la madam, che risiedeva a Novara
Cronaca 21 Settembre 2015 ore 16:23

NOVARA - Il Tribunale di Pavia ha inflitto una pesante condanna a una cittadina nigeriana, residente a Novara, denunciata da una connazionale per violenza, aggressione e sfruttamento della prostituzione. I fatti risalgono al 2 febbraio 2013.

Una ragazza, di nazionalità nigeriana, su invito del personale medico del Pronto Soccorso dell’ospedale di Novara, si era rivolta ai Carabinieri per denunciare il furto del cellulare e un’aggressione subita il giorno precedente a Parona a opera di persone, a quanto risulta, assoldate da una connazionale.  

Su richiesta dei Carabinieri, Liberazione e Speranza onlus, l’associazione che dal 2000 si occupa di salvare le donne vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, incontra con i suoi volontari la vittima nella caserma di Baluardo Lamarmora. “Ritenendo che l’aggressione sia anche da mettersi in relazione ad altri reati – spiega il presidente dell’associazione, Andrea Lebra - convinciamo la ragazza a raccontare tutta la sua vicenda migratoria. Emerge, così, che la ragazza, residente a Novara, è in realtà schiavizzata da una “madam” che da alcuni mesi la costringe a  prostituirsi in una località nei pressi di Parona, in provincia di Pavia. A seguito della denuncia, i Carabinieri arrestano la madam: l’arresto viene confermato dal Pubblico Ministero. La custodia nel carcere di Vercelli viene successivamente trasformata in arresti domiciliari. Nel frattempo prende avvio il procedimento penale al Tribunale di Pavia, nel corso del quale vengono acquisite anche le testimonianze delle operatrici e del legale rappresentante di Liberazione e speranza”.  

Procedimento che si è concluso la scorsa settimana con la condanna della madam a tre anni di reclusione per concorso in rapina,  lesioni personali, induzione e sfruttamento della prostituzione.  L’imputata è stata anche condannata a pagare alla parte lesa una provvisionale di 10.000 euro. Nella stessa zona di Parona, dove si sono svolti i fatti, nei mesi scorsi i Carabinieri di Novara, in stretto collegamento con il personale di Liberazione e Speranza, hanno concluso positivamente altre due operazioni di contrasto dello sfruttamento della prostituzione, traendo in arresto tre donne di nazionalità nigeriana. 

mo.c.


NOVARA - Il Tribunale di Pavia ha inflitto una pesante condanna a una cittadina nigeriana, residente a Novara, denunciata da una connazionale per violenza, aggressione e sfruttamento della prostituzione. I fatti risalgono al 2 febbraio 2013.

Una ragazza, di nazionalità nigeriana, su invito del personale medico del Pronto Soccorso dell’ospedale di Novara, si era rivolta ai Carabinieri per denunciare il furto del cellulare e un’aggressione subita il giorno precedente a Parona a opera di persone, a quanto risulta, assoldate da una connazionale.  

Su richiesta dei Carabinieri, Liberazione e Speranza onlus, l’associazione che dal 2000 si occupa di salvare le donne vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, incontra con i suoi volontari la vittima nella caserma di Baluardo Lamarmora. “Ritenendo che l’aggressione sia anche da mettersi in relazione ad altri reati – spiega il presidente dell’associazione, Andrea Lebra - convinciamo la ragazza a raccontare tutta la sua vicenda migratoria. Emerge, così, che la ragazza, residente a Novara, è in realtà schiavizzata da una “madam” che da alcuni mesi la costringe a  prostituirsi in una località nei pressi di Parona, in provincia di Pavia. A seguito della denuncia, i Carabinieri arrestano la madam: l’arresto viene confermato dal Pubblico Ministero. La custodia nel carcere di Vercelli viene successivamente trasformata in arresti domiciliari. Nel frattempo prende avvio il procedimento penale al Tribunale di Pavia, nel corso del quale vengono acquisite anche le testimonianze delle operatrici e del legale rappresentante di Liberazione e speranza”.  

Procedimento che si è concluso la scorsa settimana con la condanna della madam a tre anni di reclusione per concorso in rapina,  lesioni personali, induzione e sfruttamento della prostituzione.  L’imputata è stata anche condannata a pagare alla parte lesa una provvisionale di 10.000 euro. Nella stessa zona di Parona, dove si sono svolti i fatti, nei mesi scorsi i Carabinieri di Novara, in stretto collegamento con il personale di Liberazione e Speranza, hanno concluso positivamente altre due operazioni di contrasto dello sfruttamento della prostituzione, traendo in arresto tre donne di nazionalità nigeriana. 

mo.c.