Menu
Cerca
Replica alle accuse

Giuseppe Liberati, gestore della Rocca: “Basta falsità”

La minoranza in consiglio comunale ha contestato la realizzazione di bagni e di un wine bar all'interno della Torre Mozza.

Giuseppe Liberati, gestore della Rocca: “Basta falsità”
Cronaca Arona, 17 Aprile 2021 ore 07:17

“Basta con queste falsità”. Giuseppe Liberati, gestore del parco della Rocca Borromea, ha pubblicato un video per rispondere alla querelle legata alla Torre Mozza.

La Torre della discordia

Negli ultimi giorni, infatti, la minoranza in consiglio comunale ha contestato la realizzazione di bagni e di un wine bar all’interno dello storico locale. Liberati ha aperto il video precisando tutto il lavoro che c’è da fare per la manutenzione del parco: “Abbiamo 7 ettari di verde – ha detto – l’erba va tagliata tutto l’anno. Abbiamo inoltre la gestione di asini, papere, caprette, tartarughe e queste necessitano di mangiare e anche questi mangiano tutti i giorni. Tutti gli animali vengono controllati da un veterinario almeno 3 volte l’anno. La Rocca necessita anche di pulizia, ci sono tanti visitatori quindi tanta immondizia e il parco lo teniamo sempre pulito e impeccabile”.

Bagni e Wine bar

Dopo queste precisazioni ha parlato della Torre Mozza mostrandola: “La struttura si compone di tre corpi ben distinti e uniti in epoche diverse. Al corpo principale è stato aggiunto un fabbricato “nuovo” dedicato, ai tempi, all’agricoltura: la parte sopra era un fienile e la parte bassa una cantina, perché i Borromeo avevano dato concessione anche per vigneti e quindi lavorazione dell’uva”. Nel video infatti si vede una parte molto affasciante della torre ovvero la cantina con un torchio originale usato in quegli anni.
“Poi c’è un corpo in sasso attaccato alla torre – conclude Liberati – Sono 6 metri quadrati dove venivano pigiate le uve e qui verrà realizzato il bagno: in questo locale che non ha nulla a che vedere con la storicità della torre. Con questi bagni daremo un servizio migliore per i tanti visitatori”. E sull’ipotesi di Wine Bar: “Vi sembra possibile che io realizzi un Wine Bar a 20 metri dal mio locale già esistente? Questa storia penso sia nata con l’idea di distruggere non di costruire, alludendo a cose false e inesistenti”.

IL SERVIZIO COMPLETO SUL GIORNALE DI ARONA IN EDICOLA.