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Gli Amici della Rocca scrivono ai candidati: “Ricordate il degrado della zona di San Carlo”

Essa rappresenta circa un terzo del territorio urbanizzato aronese, è ormai dimenticata da anni.

Gli Amici della Rocca scrivono ai candidati: “Ricordate il degrado della zona di San Carlo”
Arona, 07 Settembre 2020 ore 14:42

L’Associazione “Amici della Rocca OdV” scrive una lettera aperta ai candidati sindaci.

La lettera

“L’Associazione “Amici della Rocca OdV” vi ricorda il degrado dell’area, che dal Centro Storico passando per Rocca, cava, motto Cuirone e Sacro Monte arriva sino alla statua di San Carlo. Essa rappresenta circa un terzo del territorio urbanizzato aronese, è ormai dimenticata da anni e la si può definire antropologicamente un “non luogo”; tuttavia le potenzialità connesse con il suo
patrimonio storico, culturale, paesaggistico, identitario della nostra comunità sono grandi”.

Le ipotesi concrete

“Gli “Amici della Rocca OdV” dopo il successo ottenuto nel Concorso FAI “I Luoghi del Cuore” nel 2006, (raccolte 13.000 firme) elaborarono una idea progettuale “I Luoghi di San Carlo“, che fu analizzata in tre successivi tavoli istituzionali con Regione Piemonte, Sovrintendenza, Provincia, Comune, Fondazioni territoriali e famiglia Borromeo. Lo studio fu approvato da tutti e la FinPiemonte (organo strumentale della Regione) lo ritenne sostenibile e finanziabile. Questo studio è ancora attuale poiché proietta i Luoghi in una più ampia rete di interessi ambientali, paesaggistici e storico culturali al fine di sostenere una economia locale ed allarga lo sguardo oltre i confini cittadini.

Il percorso che vi invitiamo a intraprendere, condiviso anche con il mondo dell’associazionismo e del volontariato, è lungo e richiede perseveranza, ma le opportunità sono grandi. Si pensi alle “bellezze nascoste” del nostro Centro Storico, alle potenzialità di un grande edificio abbandonato quale il Seminario, al complesso Statua e Chiesa di San Carlo e alle prospettive culturali di una fattiva collaborazione con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, fondata dal Cardinal Federico e che custodisce immensi tesori artistici e culturali, oltre ad essere il centro studi più importante sulla vita e pensiero dei due grandi Arcivescovi Borromeo. E ancora si consideri l’area monumentale del Sacro Monte, oggi lasciata a gerbido, (dopo quattro secoli è di recente divenuta proprietà privata), il Motto Cuirone e l’anfiteatro naturale della Cava, che diventerebbero “luogo” degli aronesi; la stessa Rocca, riaperta da dieci anni, ha ancora molte grandi potenzialità da offrire”.

Le azioni

– rivolgere particolare attenzione alle opportunità offerte da questi “non luoghi”, che pare opportuno chiamare “I Luoghi di Carlo” in quanto legati strettamente al più grande fra gli aronesi. In particolar modo favorendone la promozione di conoscenza ed interesse, così da maturare la necessità di conservazione e valorizzazione
– adottare gli strumenti urbanistici (piano territoriale specifico), che siano il più possibile condivisi e partecipati.
– realizzare più percorsi pedonali degni di tale nome, che uniscano tutta l’area e facciano conoscere quanto oggi è nascosto e dimenticato.
– sostenere tutte le azioni per la conservazione e la valorizzazione della Cappella degli Oblati (undicesima del percorso devozionale del Sacro Monte), notevole esempio di architettura minore del XVII secolo.

Un buon strumento ci è offerto dal “Codice dei beni culturali e del paesaggio 2020” (DLgs 42/2004 aggiornato dalla L 132/2019) che interessa Enti pubblici e religiosi e soggetti privati ed obbliga i proprietari o i detentori a qualsiasi titolo di un bene culturale alla buona conservazione dello stesso. Nel caso di adesione volontaria all’azione conservativa è prevista la compartecipazione del Ministero alle spese, in misura variabile fino all’intero importo sostenuto, nel caso in cui il bene sia ad uso o godimento pubblico.
Gli “Amici della Rocca OdV” offrono a chi verrà chiamato ad amministrare, maggioranza e minoranza, impegno e collaborazione per far conoscere e promuovere questo patrimonio, perché la “ricchezza dimenticata” venga finalmente vissuta dai cittadini”.

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