Agrate Conturbia

Gruppo di daini destinati al macello: è scontro tra Rifugio Miletta e proprietari

L'associazione animalista vuole salvare le bestiole.

Gruppo di daini destinati al macello: è scontro tra Rifugio Miletta e proprietari
Cronaca Arona, 07 Gennaio 2021 ore 14:03

E’ un vero e proprio caso mediatico che ha travalicato i confini della provincia quello dei daini di Agrate Conturbia. Ad accendere i riflettori sulla questione sono stati i responsabili del Rifugio Miletta, l’associazione animalista agratese che funge anche da Centro di recupero per animali selvatici di tutta la provincia.

Il caso dei daini di Agrate

I sostenitori del gruppo guidato dalla presidente Alessandra Motta hanno raccontato di essere intervenuti lo scorso 23 novembre in un terreno di Agrate per fermare l’uccisione di 28 daini. «I daini erano di proprietà di una persona, molto conosciuta in paese, che li manteneva insieme a molti altri animali – hanno spiegato dal Miletta – l’erede, nipote del defunto, volendo vendere la proprietà, aveva deciso di eliminare i daini macellandoli. Gli animali, chiusi all’interno del terreno, venivano spaventati e sospinti verso una persona armata che sparava loro e successivamente, una volta a terra, i macellai tagliavano le loro gole. Gli animali, senza via di scampo, assistevano terrorizzati alla morte dei loro familiari. Gli spari erano udibili da tutto il paese poiché il terreno è piuttosto centrale e confina con molte altre abitazioni private. Quel giorno, prima che il Rifugio Miletta intervenisse, erano stati già uccisi sette daini, cinque femmine e due maschi». Gli attivisti sostengono quindi di aver ottenuto dall’erede l’impegno e la garanzia di un trasferimento degli animali superstiti, a spese del Miletta, in una struttura idonea e attrezzata, con l’obiettivo di salvare la vita agli esemplari.

 

«Nel mese successivo – continuano – il Rifugio Miletta aveva ottenuto il nulla osta per la ricollocazione dei daini superstiti da parte dell’Asl e della Provincia. Inoltre aveva ricevuto decine di richieste di affido degli animali da parte di diverse strutture, scegliendone una in particolare, quella che avrebbe potuto ospitare l’intero branco. Tuttavia, nonostante i diversi solleciti, l’unica soluzione eticamente sostenibile non è stata accettata e ieri, 3 gennaio 2021, l’erede ha comunicato telefonicamente l’intenzione di proseguire con il piano originale: l’uccisione di tutte le femmine con i loro piccoli. Non sempre ciò che è legale è giusto. L’uccisione di animali inermi all’interno di un terreno ove sono nati e cresciuti non può essere giustificata, mai. A maggior ragione in questo caso, per cui l’alternativa alla loro morte, che non comporterebbe nessun aggravio, né economico né organizzativo per l’erede, è già stata trovata».

In seguito al clamore mediatico scatenato dalla mobilitazione degli animalisti, e ai numerosi attacchi personali ricevuti, sulla questione sono intervenuti anche i proprietari della struttura dove si trovavano i daini (un’azienda che si occupa per statuto di allevamento e abbattimento dei daini, in accordo con Asl e Provincia).

La posizione dei proprietari

Gli eredi dell’azienda hanno sospeso l’abbattimento dei daini e sostengono con forza di preferire altre soluzioni al problema, ma solo qualora queste fossero effettivamente applicabili. La proprietà resta in attesa di conoscere la decisione della Provincia e dell’Asl sul tema, dal momento che la legge regionale, come specificato anche dal sindaco, impedisce di affidare i daini a un soggetto diverso da un’altra azienda votata all’allevamento e all’abbattimento degli esemplari. Come a dire: se i daini devono essere ricollocati, ciò deve essere fatto legalmente e in una realtà che ne garantisca la sopravvivenza. «Contrariamente a quanto millantato dal Rifugio Miletta – dicono infatti gli eredi – al momento attuale non c’è alcuna soluzione percorribile legalmente. Ci è stato detto che avrebbero garantito il trasferimento in una struttura adeguata, ma non abbiamo mai avuto un nome o un pezzo di carta che lo attestassero. Potendo scegliere, preferiremmo anche noi non uccidere questi animali, ma al momento non abbiamo ricevuto alcuna soluzione pratica per le nostre domande e i nostri problemi».

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