Cronaca

Hanno sottratto oltre tre milioni di euro ai correntisti

Hanno sottratto oltre tre milioni di euro ai correntisti
Cronaca 13 Gennaio 2016 ore 12:23

NOVARA - Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Novara, coordinato dal pm Giovanni Caspani della Procura, ha concluso le indagini nei confronti di due promotori finanziari di Banca Fineco resisi responsabili della sottrazione di oltre 3 milioni di euro a ignari correntisti che avevano affidato loro i propri risparmi.  

La vicenda risale all’estate 2012, quando, a seguito della scomparsa di uno dei due promotori (riparato in Brasile, come si appurerà successivamente), venivano presentate alcune denunce da parte di clienti che avevano riscontrato delle anomalie sui propri estratti conto. Infatti, a fronte di alcune rendicontazioni molto positive sulle gestioni patrimoniali fornite dai  promotori finanziari, anche con margini di interesse a due cifre, emergevano in taluni casi dei saldi quasi azzerati.

Le indagini venivano avviate subito e dopo aver acquisito tutta la documentazione bancaria dei clienti e dei promotori custodita alla Banca Fineco dal 2004 al 2012, iniziava una capillare analisi e ricostruzione dei flussi finanziari, durata più di un anno, su molteplici rapporti di conto corrente e deposito titoli, che si estendeva anche ad altri istituti di credito. In sostanza, spiegano dalla Finanza in un comunicato stampa, “si appurava che i due operatori sottraevano ai clienti che avevano in gestione cospicue somme di denaro per utilizzi personali ovvero per coprire gli ammanchi in questo modo generati attraverso ulteriori indebite operazioni finanziarie condotte all’insaputa di altri correntisti, creando così un imponente “effetto domino””. Come riferisce la Finanza: “dopo aver indebitamente sottratto il denaro agli ignari correntisti (i maggiori clienti derubati erano anziani), mediante prelievi e/o operazioni di bonifico non autorizzate, attraverso l’uso abusivo dei codici di accesso telematico o l’apposizione di firme false sugli assegni, i soldi finivano su conti correnti di persone compiacenti, spesso familiari, e da qui o venivano impiegati per scopi personali oppure servivano per coprire i buchi prodotti in altri conti…”. 

Le indagini hanno consentito di quantificare in oltre 1.200.000 euro le illecite disponibilità gestite dal primo e in oltre 650.000 euro quelle di cui ha beneficiato il secondo soggetto, somme servite per spese personali quali l’acquisto di immobili (anche per familiari) e di auto di grossa cilindrata. Più di un milione di euro, infine, sono stati accreditati sui conti correnti di altri soggetti compiacenti e da qui frazionati su altri conti personali o di società  poi fallite o liquidate negli anni.

Complessivamente denunciate a fine indagine 13 persone.

mo.c.

 

Per saperne di più leggi l’articolo sul Corriere di Novara in edicola giovedì 14 gennaio


NOVARA - Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Novara, coordinato dal pm Giovanni Caspani della Procura, ha concluso le indagini nei confronti di due promotori finanziari di Banca Fineco resisi responsabili della sottrazione di oltre 3 milioni di euro a ignari correntisti che avevano affidato loro i propri risparmi.  

La vicenda risale all’estate 2012, quando, a seguito della scomparsa di uno dei due promotori (riparato in Brasile, come si appurerà successivamente), venivano presentate alcune denunce da parte di clienti che avevano riscontrato delle anomalie sui propri estratti conto. Infatti, a fronte di alcune rendicontazioni molto positive sulle gestioni patrimoniali fornite dai  promotori finanziari, anche con margini di interesse a due cifre, emergevano in taluni casi dei saldi quasi azzerati.

Le indagini venivano avviate subito e dopo aver acquisito tutta la documentazione bancaria dei clienti e dei promotori custodita alla Banca Fineco dal 2004 al 2012, iniziava una capillare analisi e ricostruzione dei flussi finanziari, durata più di un anno, su molteplici rapporti di conto corrente e deposito titoli, che si estendeva anche ad altri istituti di credito. In sostanza, spiegano dalla Finanza in un comunicato stampa, “si appurava che i due operatori sottraevano ai clienti che avevano in gestione cospicue somme di denaro per utilizzi personali ovvero per coprire gli ammanchi in questo modo generati attraverso ulteriori indebite operazioni finanziarie condotte all’insaputa di altri correntisti, creando così un imponente “effetto domino””. Come riferisce la Finanza: “dopo aver indebitamente sottratto il denaro agli ignari correntisti (i maggiori clienti derubati erano anziani), mediante prelievi e/o operazioni di bonifico non autorizzate, attraverso l’uso abusivo dei codici di accesso telematico o l’apposizione di firme false sugli assegni, i soldi finivano su conti correnti di persone compiacenti, spesso familiari, e da qui o venivano impiegati per scopi personali oppure servivano per coprire i buchi prodotti in altri conti…”. 

Le indagini hanno consentito di quantificare in oltre 1.200.000 euro le illecite disponibilità gestite dal primo e in oltre 650.000 euro quelle di cui ha beneficiato il secondo soggetto, somme servite per spese personali quali l’acquisto di immobili (anche per familiari) e di auto di grossa cilindrata. Più di un milione di euro, infine, sono stati accreditati sui conti correnti di altri soggetti compiacenti e da qui frazionati su altri conti personali o di società  poi fallite o liquidate negli anni.

Complessivamente denunciate a fine indagine 13 persone.

mo.c.

 

Per saperne di più leggi l’articolo sul Corriere di Novara in edicola giovedì 14 gennaio


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