Cronaca

“Ho visto cadere la donna dall’auto. Diceva che l’avevano rapita”: 29enne a processo per sequestro di persona

“Ho visto cadere la donna dall’auto. Diceva che l’avevano rapita”: 29enne a processo per sequestro di persona
Cronaca 21 Novembre 2015 ore 08:30

NOVARA - «Quel giorno ho visto una Punto allontanarsi. A pochi passi c’era una donna a terra e senza scarpe. Non so se fosse stata buttata giù da quell’auto, non l’ho vista né scendere né cadere. So che ho cercato di impedire che la investissero e lei si è avvicinata, chiedendomi, in uno stentato italiano, aiuto. Era molto confusa». A parlare è un agente della Polizia locale di Genova, ascoltato come teste al processo a carico di Edmond Nikolli, 29enne albanese residente in provincia, alla sbarra per violenza sessuale, sequestro di persona e tentativo di induzione alla prostituzione.

La vicenda al centro del dibattimento risale al giugno 2006, quando, a Genova, una giovanissima donna albanese, stando alla sua denuncia, sarebbe stata rapita, messa a bordo di un’auto e, quindi, violentata dall’uomo che voleva costringerla su una strada. Era poi riuscita a fuggire dalla casa del Novarese, a Divignano, dove era stata reclusa, arrivando a denunciare il presunto colpevole. Un altro agente: «ho visto rallentare una macchina, una Punto, e da questa ho visto cadere la donna. Diceva che era stata rapinata. Poi abbiamo capito che era stata rapita e violentata e l’abbiamo portata dai carabinieri». Qui la giovane, che aveva all’epoca 18 anni, ha fatto denuncia. I militari erano poi arrivati a Nikolli, che risulta irreperibile sul territorio nazionale. Alla prossima udienza, il 19 febbraio, saranno ascoltati altri due testi.

mo.c.

 

Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola sabato 21 novembre


NOVARA - «Quel giorno ho visto una Punto allontanarsi. A pochi passi c’era una donna a terra e senza scarpe. Non so se fosse stata buttata giù da quell’auto, non l’ho vista né scendere né cadere. So che ho cercato di impedire che la investissero e lei si è avvicinata, chiedendomi, in uno stentato italiano, aiuto. Era molto confusa». A parlare è un agente della Polizia locale di Genova, ascoltato come teste al processo a carico di Edmond Nikolli, 29enne albanese residente in provincia, alla sbarra per violenza sessuale, sequestro di persona e tentativo di induzione alla prostituzione.

La vicenda al centro del dibattimento risale al giugno 2006, quando, a Genova, una giovanissima donna albanese, stando alla sua denuncia, sarebbe stata rapita, messa a bordo di un’auto e, quindi, violentata dall’uomo che voleva costringerla su una strada. Era poi riuscita a fuggire dalla casa del Novarese, a Divignano, dove era stata reclusa, arrivando a denunciare il presunto colpevole. Un altro agente: «ho visto rallentare una macchina, una Punto, e da questa ho visto cadere la donna. Diceva che era stata rapinata. Poi abbiamo capito che era stata rapita e violentata e l’abbiamo portata dai carabinieri». Qui la giovane, che aveva all’epoca 18 anni, ha fatto denuncia. I militari erano poi arrivati a Nikolli, che risulta irreperibile sul territorio nazionale. Alla prossima udienza, il 19 febbraio, saranno ascoltati altri due testi.

mo.c.

 

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