Cronaca

"I subappalti del “Terzo valico” nel mirino delle cosche"

"I subappalti del “Terzo valico” nel mirino delle cosche"
Cronaca 21 Luglio 2016 ore 10:20

Ancora una eclatante operazione antimafia alle porte del Novarese, “firmata” questa volta dalla Dda di Reggio Calabria che ha portato in totale a ben 42 misure cautelari con alcuni nomi peraltro già ben noti alle cronache. 

La “Alchemia”, così è stata ribattezzata l’inchiesta, ha toccato in primis una delle grandi opere fra Liguria e Piemonte, ovvero il cosiddetto “Terzo valico ferroviario”. Come detto 42 i provvedimenti eseguiti da Polizia e Dia: 34 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 6 ai domiciliari e 2 interdittive dall’esercizio di un pubblico ufficio a carico di soggetti ritenuti affiliati o contigui alla ‘ndrangheta di un paio di cosche reggine, indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società.

Le indagini, sull’asse Nord-Sud, hanno svelato il grande interesse dei clan per diversi settori “strategici”, quali il movimento terra, l’edilizia, l’import-export di prodotti alimentari, la gestione di sale giochi e di piattaforme di scommesse on line, la lavorazione dei marmi, autotrasporti, smaltimento e trasporto di rifiuti speciali, con l’individuazione di società intestate a prestanome. In Liguria e Piemonte - hanno sostenuto gli inquirenti - «è stata accertata l’infiltrazione in subappalti già aggiudicati per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria d’interesse nazionale denominata “Terzo Valico dei Giovi”, attualmente in fase di costruzione con l’avvenuta cantierizzazione di siti afferenti al settore ligure/piemontese». 

p.v.

leggi il servizio sul Corriere di Novara di giovedì 21 luglio

Ancora una eclatante operazione antimafia alle porte del Novarese, “firmata” questa volta dalla Dda di Reggio Calabria che ha portato in totale a ben 42 misure cautelari con alcuni nomi peraltro già ben noti alle cronache. 

La “Alchemia”, così è stata ribattezzata l’inchiesta, ha toccato in primis una delle grandi opere fra Liguria e Piemonte, ovvero il cosiddetto “Terzo valico ferroviario”. Come detto 42 i provvedimenti eseguiti da Polizia e Dia: 34 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 6 ai domiciliari e 2 interdittive dall’esercizio di un pubblico ufficio a carico di soggetti ritenuti affiliati o contigui alla ‘ndrangheta di un paio di cosche reggine, indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società.

Le indagini, sull’asse Nord-Sud, hanno svelato il grande interesse dei clan per diversi settori “strategici”, quali il movimento terra, l’edilizia, l’import-export di prodotti alimentari, la gestione di sale giochi e di piattaforme di scommesse on line, la lavorazione dei marmi, autotrasporti, smaltimento e trasporto di rifiuti speciali, con l’individuazione di società intestate a prestanome. In Liguria e Piemonte - hanno sostenuto gli inquirenti - «è stata accertata l’infiltrazione in subappalti già aggiudicati per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria d’interesse nazionale denominata “Terzo Valico dei Giovi”, attualmente in fase di costruzione con l’avvenuta cantierizzazione di siti afferenti al settore ligure/piemontese». 

p.v.

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