Cronaca

Il 28 novembre manifestazione nazionale del lavoro pubblico

Il 28 novembre manifestazione nazionale del lavoro pubblico
Cronaca 24 Novembre 2015 ore 13:37

NOVARA- Il mondo della scuola parteciperà alla manifestazione nazionale del lavoro pubblico che si svolgerà a Roma il 28 novembre, indetta per rivendicare il diritto al rinnovo del contratto, scaduto dal 2009. Come spiega in una nota Domenico Amoruso, della Cisl Scuola Piemonte Orientale - Zona di Novara il primo motivo alla base della manifestazione è il recupero del salario perduto: “Il potere d’acquisto degli stipendi dei lavoratori del comparto scuola, dopo 6 anni di mancato rinnovo del Contratto, ha perso, rispetto all’inflazione, 220 euro su base mensile, quindi per recuperare la perdita per il periodo 2010-2015 occorrerebbe un aumento retributivo medio mensile di pari entità. Gli stipendi del comparto scuola risultano ridotti anche in termini reali, infatti, secondo il Conto Annuale, la retribuzione media annuale del comparto scuola del 2013 (ultimo dato disponibile) risulta ridotta di 1.100 euro rispetto al 2009. Nella comparazione con le retribuzioni del personale degli altri Paesi dell’area Euro, gli stipendi sono tra i più bassi: dietro l’Italia solo la Grecia e l’Estonia”.

 Seconda motivazione “arginare l’ingerenza della legge in materia contrattuale”. “L’invasività delle leggi degli ultimi 7 anni in materia di salario, contratto, profili - spiega ancora Amoruso - ha creato una tale sovrapposizione di istituti contrattuali e normativi che spesso è fonte di contenzioso e di disfunzionalità nelle scuole. E’ necessaria una corposa revisione normativa in modo che la fonte contrattuale sia un punto di riferimento chiaro per il personale in tema di doveri, opportunità e diritti”.

E ancora “per affermare la specificità della professione docente”. “Lungi dall’essere contrari ad una valutazione della professionalità (cosa di cui ingiustamente siamo tacciati), noi chiediamo che la valutazione sia centrata sulla valorizzazione della collegialità e dell’impegno per il miglioramento della scuola. Non solo compensi a carattere accessorio, ma progressioni accelerate da riconoscere oltre l’attuale progressione per sola anzianità; quest’ultima va mantenuta, come avviene nella quasi totalità dei Paesi Europei”.

Un’altra richiesta è il riconoscimento dell’aggravio di lavoro a carico del personale scolastico: “Gli interventi normativi e ordinamentali hanno contribuito a rendere più pesante e complesso il lavoro nella scuola. L’emersione dell’orario di lavoro e la sua codificazione è questione cruciale per dimostrare in maniera trasparente quanto affermano i dati Ocse: le ore annualmente lavorate dai docenti italiani sono nella media dei paesi Ocse e comunque in Italia si fanno più ore che in Finlandia e in Francia”.

Altro punto è l’affermazione della specificità del personale non docente: “E’ necessario far emergere la specificità delle funzioni Ata che si svolgono sia nelle segreterie, sia nei laboratori sia negli spazi della scuola a contatto diretto con i minori in formazione (caso unico nella Pubblica Amministrazione) in collaborazione con la docenza e la dirigenza scolastica, ivi compresa la condivisione dei profili di responsabilità nella vigilanza sugli alunni.

Per questo riteniamo significativo avanzare la richiesta di retribuzioni adeguate alla specificità del lavoro scolastico e all’accresciuta professionalità di tutto il personale amministrativo, tecnico   e dei collaboratori scolastici”.

Non meno importante è il valore della formazione ed il recupero del valore della condivisione: “Qualsiasi decisione che comporti implicazioni su questi versanti (progressione della carriera, valutazione certificata del lavoro e dell’impegno) dovrà fondarsi su processi di attivo coinvolgimento della categoria.  Ecco perché - concludono dalla Cisl - il 28 novembre faremo sentire in modo forte la nostra voce”.

v.s.

NOVARA- Il mondo della scuola parteciperà alla manifestazione nazionale del lavoro pubblico che si svolgerà a Roma il 28 novembre, indetta per rivendicare il diritto al rinnovo del contratto, scaduto dal 2009. Come spiega in una nota Domenico Amoruso, della Cisl Scuola Piemonte Orientale - Zona di Novara il primo motivo alla base della manifestazione è il recupero del salario perduto: “Il potere d’acquisto degli stipendi dei lavoratori del comparto scuola, dopo 6 anni di mancato rinnovo del Contratto, ha perso, rispetto all’inflazione, 220 euro su base mensile, quindi per recuperare la perdita per il periodo 2010-2015 occorrerebbe un aumento retributivo medio mensile di pari entità. Gli stipendi del comparto scuola risultano ridotti anche in termini reali, infatti, secondo il Conto Annuale, la retribuzione media annuale del comparto scuola del 2013 (ultimo dato disponibile) risulta ridotta di 1.100 euro rispetto al 2009. Nella comparazione con le retribuzioni del personale degli altri Paesi dell’area Euro, gli stipendi sono tra i più bassi: dietro l’Italia solo la Grecia e l’Estonia”.

 Seconda motivazione “arginare l’ingerenza della legge in materia contrattuale”. “L’invasività delle leggi degli ultimi 7 anni in materia di salario, contratto, profili - spiega ancora Amoruso - ha creato una tale sovrapposizione di istituti contrattuali e normativi che spesso è fonte di contenzioso e di disfunzionalità nelle scuole. E’ necessaria una corposa revisione normativa in modo che la fonte contrattuale sia un punto di riferimento chiaro per il personale in tema di doveri, opportunità e diritti”.

E ancora “per affermare la specificità della professione docente”. “Lungi dall’essere contrari ad una valutazione della professionalità (cosa di cui ingiustamente siamo tacciati), noi chiediamo che la valutazione sia centrata sulla valorizzazione della collegialità e dell’impegno per il miglioramento della scuola. Non solo compensi a carattere accessorio, ma progressioni accelerate da riconoscere oltre l’attuale progressione per sola anzianità; quest’ultima va mantenuta, come avviene nella quasi totalità dei Paesi Europei”.

Un’altra richiesta è il riconoscimento dell’aggravio di lavoro a carico del personale scolastico: “Gli interventi normativi e ordinamentali hanno contribuito a rendere più pesante e complesso il lavoro nella scuola. L’emersione dell’orario di lavoro e la sua codificazione è questione cruciale per dimostrare in maniera trasparente quanto affermano i dati Ocse: le ore annualmente lavorate dai docenti italiani sono nella media dei paesi Ocse e comunque in Italia si fanno più ore che in Finlandia e in Francia”.

Altro punto è l’affermazione della specificità del personale non docente: “E’ necessario far emergere la specificità delle funzioni Ata che si svolgono sia nelle segreterie, sia nei laboratori sia negli spazi della scuola a contatto diretto con i minori in formazione (caso unico nella Pubblica Amministrazione) in collaborazione con la docenza e la dirigenza scolastica, ivi compresa la condivisione dei profili di responsabilità nella vigilanza sugli alunni.

Per questo riteniamo significativo avanzare la richiesta di retribuzioni adeguate alla specificità del lavoro scolastico e all’accresciuta professionalità di tutto il personale amministrativo, tecnico   e dei collaboratori scolastici”.

Non meno importante è il valore della formazione ed il recupero del valore della condivisione: “Qualsiasi decisione che comporti implicazioni su questi versanti (progressione della carriera, valutazione certificata del lavoro e dell’impegno) dovrà fondarsi su processi di attivo coinvolgimento della categoria.  Ecco perché - concludono dalla Cisl - il 28 novembre faremo sentire in modo forte la nostra voce”.

v.s.