Cronaca

Il campo Rom è senz’acqua potabile

Il campo Rom è senz’acqua potabile
Cronaca 15 Ottobre 2015 ore 16:20

NOVARA - Da quando i consiglieri comunali del gruppo Lega Nord hanno puntato gli occhi sulle condizioni del campo rom situato ad Agognate, ad ogni informativa da parte dell’assessore c’è una sorpresa da far sobbalzare. Durante la commissione convocata lunedì l’assessore al welfare Elia Impaloni, che doveva comunicare notizie sui minori residenti nel campo che l’anno scorso non hanno mai frequentato la scuola, ha riferito che da luglio i sette nuclei familiari residenti composti da 32 persone di cui 13 minori sono senz’acqua potabile e vanno con la carriola per rifornirsi con taniche dalle fontanelle dei parchetti. La società fornitrice Acqua Novara Vco ha sospeso l’erogazione a causa di un debito di 30.000 euro per bollette non pagate.
L’antefatto che ha richiamato l’attenzione sul campo rom ed i suoi residenti è stato l’intervento sui giornali del consigliere del Carroccio Alessandro Canelli, che chiedeva spiegazioni all’assessore poiché il bus a carico del Comune destinato al trasporto degli scolari residenti nel campo rom di Agognate viaggiava costantemente vuoto. Il 6 luglio 2015 nuovamente la Lega aveva interrogato a seguito dell’incendio divampato nel campo il 20 aprile, forse provocato da un corto circuito, che aveva distrutto quattro unità abitative lasciando altrettante famiglie senza tetto. La risposta dell’assessore era stata che da un anno nove minori non avevano frequentato la scuola dell’obbligo. La notizia aveva lasciato a bocca aperta gli stessi consiglieri di maggioranza. La richiesta all’assessore era stata di togliere subito quel servizio inutile a spese dei cittadini novaresi ed agire per far rispettare la legge dell’obbligo scolastico.
Qualche giorno dopo il consigliere Roberto D’Intino (Pd), presidente della commissione servizi sociali, aveva richiesto la convocazione di una commissione dove discutere con l’assessore del problema e individuare possibili soluzioni. Sono intervenute le vacanze, poi si è tirato in lungo, finalmente la sospirata commissione è stata convocata lunedì scorso 12 ottobre.
La notizia della chiusura dei rubinetti dell’acqua potabile è emersa in quanto l’assessore ha spiegato che «queste famiglie avrebbero mandato i figli a scuola e in cambio l’Amministrazione li avrebbe aiutati a concordare con la società che gestisce l’acquedotto la rateizzazione del loro debito».
Si può immaginare lo stupore dei consiglieri di minoranza che a più voci hanno espresso preoccupazioni «per le carenti condizioni igienico sanitarie che si vengono a creare quando un assembramento di persone è senza acqua».
L’assessore ha spiegato che la società erogatrice dell’acqua «aveva iniziato i lavori per installare una fontanella fuori dal campo, lavori poi sospesi perché la notte stessa era stata manomessa». Alla domanda di come avviene l’approvvigionamento l’assessore ha risposto che «i residenti utilizzano delle taniche e vanno con la carriola alle fontanelle nei parchetti».
Rispondendo alla richiesta dei consiglieri della Lega per bocca di Alessandro Canelli «chiediamo immediatamente lo sfratto e lo sgombero del campo e la ricollocazione dei cittadini che sono per strada» l’assessore ha rimarcato: «L’integrazione non avviene spostando le persone lontano dalla città. Ammassarli in un posto lontano aumenta l’emarginazione ed il livello di criminalità. Quindi la strada da percorrere è quella della individuazione di percorsi di vicinanza alla città. La scolarizzazione è importante ma non sono solo i rom che non mandano i figli a scuola, anche i minori che arrivano dall’estero dovrebbero frequentare la scuola. Il Ministero dell’Interno ha un piano di smantellamento di questi campi cui noi partecipiamo ma il processo sarà lento. L’Amministrazione si deve porre in una situazione dialogante».
Quindi l’intenzione del sindaco Andrea Ballarè e della sua giunta è di smantellare il campo. Il piano del Ministero a quanto si conosce verte però alla eliminazione dei campi abusivi, quello di Novara, al contrario, è un campo residenziale con tanto di regolamento e di sottoscrizione dell’accordo da parte delle famiglie, quindi bisognerà vedere se rientra nel piano di finanziamenti per favorirne l’eliminazione.
Mariateresa Ugazio

NOVARA - Da quando i consiglieri comunali del gruppo Lega Nord hanno puntato gli occhi sulle condizioni del campo rom situato ad Agognate, ad ogni informativa da parte dell’assessore c’è una sorpresa da far sobbalzare. Durante la commissione convocata lunedì l’assessore al welfare Elia Impaloni, che doveva comunicare notizie sui minori residenti nel campo che l’anno scorso non hanno mai frequentato la scuola, ha riferito che da luglio i sette nuclei familiari residenti composti da 32 persone di cui 13 minori sono senz’acqua potabile e vanno con la carriola per rifornirsi con taniche dalle fontanelle dei parchetti. La società fornitrice Acqua Novara Vco ha sospeso l’erogazione a causa di un debito di 30.000 euro per bollette non pagate.
L’antefatto che ha richiamato l’attenzione sul campo rom ed i suoi residenti è stato l’intervento sui giornali del consigliere del Carroccio Alessandro Canelli, che chiedeva spiegazioni all’assessore poiché il bus a carico del Comune destinato al trasporto degli scolari residenti nel campo rom di Agognate viaggiava costantemente vuoto. Il 6 luglio 2015 nuovamente la Lega aveva interrogato a seguito dell’incendio divampato nel campo il 20 aprile, forse provocato da un corto circuito, che aveva distrutto quattro unità abitative lasciando altrettante famiglie senza tetto. La risposta dell’assessore era stata che da un anno nove minori non avevano frequentato la scuola dell’obbligo. La notizia aveva lasciato a bocca aperta gli stessi consiglieri di maggioranza. La richiesta all’assessore era stata di togliere subito quel servizio inutile a spese dei cittadini novaresi ed agire per far rispettare la legge dell’obbligo scolastico.
Qualche giorno dopo il consigliere Roberto D’Intino (Pd), presidente della commissione servizi sociali, aveva richiesto la convocazione di una commissione dove discutere con l’assessore del problema e individuare possibili soluzioni. Sono intervenute le vacanze, poi si è tirato in lungo, finalmente la sospirata commissione è stata convocata lunedì scorso 12 ottobre.
La notizia della chiusura dei rubinetti dell’acqua potabile è emersa in quanto l’assessore ha spiegato che «queste famiglie avrebbero mandato i figli a scuola e in cambio l’Amministrazione li avrebbe aiutati a concordare con la società che gestisce l’acquedotto la rateizzazione del loro debito».
Si può immaginare lo stupore dei consiglieri di minoranza che a più voci hanno espresso preoccupazioni «per le carenti condizioni igienico sanitarie che si vengono a creare quando un assembramento di persone è senza acqua».
L’assessore ha spiegato che la società erogatrice dell’acqua «aveva iniziato i lavori per installare una fontanella fuori dal campo, lavori poi sospesi perché la notte stessa era stata manomessa». Alla domanda di come avviene l’approvvigionamento l’assessore ha risposto che «i residenti utilizzano delle taniche e vanno con la carriola alle fontanelle nei parchetti».
Rispondendo alla richiesta dei consiglieri della Lega per bocca di Alessandro Canelli «chiediamo immediatamente lo sfratto e lo sgombero del campo e la ricollocazione dei cittadini che sono per strada» l’assessore ha rimarcato: «L’integrazione non avviene spostando le persone lontano dalla città. Ammassarli in un posto lontano aumenta l’emarginazione ed il livello di criminalità. Quindi la strada da percorrere è quella della individuazione di percorsi di vicinanza alla città. La scolarizzazione è importante ma non sono solo i rom che non mandano i figli a scuola, anche i minori che arrivano dall’estero dovrebbero frequentare la scuola. Il Ministero dell’Interno ha un piano di smantellamento di questi campi cui noi partecipiamo ma il processo sarà lento. L’Amministrazione si deve porre in una situazione dialogante».
Quindi l’intenzione del sindaco Andrea Ballarè e della sua giunta è di smantellare il campo. Il piano del Ministero a quanto si conosce verte però alla eliminazione dei campi abusivi, quello di Novara, al contrario, è un campo residenziale con tanto di regolamento e di sottoscrizione dell’accordo da parte delle famiglie, quindi bisognerà vedere se rientra nel piano di finanziamenti per favorirne l’eliminazione.
Mariateresa Ugazio